Bruno Contrada torna in Aula: come parte offesa contro due pentiti

L'ex 007 è parte civile nel processo d'appello contro Calogero Pulci e Giuseppe Giuca, accusati di concorso in calunnia aggravata e continuata. In primo grado i due collaboranti erano stati assolti. L'ex funzionario del Sisde annuncia dichiarazioni spontanee

Bruno Contrada torna in un'aula di giustizia. Ma questa volta non è lui sul banco degli imputati. A dover rispondere del reato di concorso in calunnia aggravata e continuata per avere mosso accuse nei confronti dell'ex funzionario del Sisde sono due pentiti, Calogero Pulci e Giuseppe Giuca. Il processo comincerà il prossimo 16 marzo, di fronte alla Terza sezione penale della Corte d'appello di Catania. Contrada, condizioni di salute permettendo, ha annunciato che sarà in Aula e che vuol rendere dichiarazioni spontanee.
Pulci e Giuca, in primo grado, erano stati assolti dal giudice monocratico. Ma l'avvocato Giuseppe Lipera, difensore di Contrada, ha presentato appello. E la stessa cosa hanno fatto il pm, Giovannella Scaminaci, e il procuratore generale Ugo Scelfo, facendo propri i rilievi contro l'assoluzioni dei due pentiti mossi dalla difesa dell'ex 007. La richiesta è stata accolta e così, martedì prossimo, comincerà il processo.
I due collaboranti, secondo l'accusa, avrebbero falsamente parlato di contatti mafiosi di Bruno Contrada. Non solo. Avrebbero anche mentito a proposito di presunti regali che l'ex 007 avrebbe ricevuto dall'organizzazione criminale e sulla rivelazione di notizie riservate, in particolare in relazione alle ricerche dell'allora latitante Nitto Santapaola.
Contrada, parte civile in questo processo, dovrebbe essere presente alla prima udienza. E ha già chiesto di poter rendere dichiarazioni spontanee. Se questo avverrà sarà la prima uscita pubblica dopo lungo tempo dell'ex 007. Contrada, attualmente, è agli arresti domiciliari per motivi di salute nella sua casa di Palermo. Proprio qualche giorno fa il Tribunale di Sorveglianza del capoluogo siciliano ha prorogato sino a novembre la detenzione in casa.