La bufala apocalittica dell’uomo cattivo e della natura buona

La critica letteraria Benedetti annuncia l’imminente fine del mondo. La scienza però non la pensa così...

Ho letto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare: «In pochi decenni il pianeta andrà incontro a un collasso. Per la prima volta la specie umana fa i conti con la possibilità di scomparire a breve termine, trascinando nella sua agonia altre specie viventi. Gli scienziati prevedono un collasso del pianeta di qui a un secolo per surriscaldamento, sovrappopolazione, epidemie, esaurirsi delle risorse, guerre per appropriarsi di quel poco che resterà». Non è l’inizio dell’ultimo film apocalittico di Emmerich ma il succo del nuovo libro di Carla Benedetti, Disumane lettere (Laterza, pagg. 224, euro 18). Dovrebbe parlare di letteratura ma la critica militante, tra le più rinomate, è troppo preoccupata per il pianeta Terra. Quindi inutile parlare di letteratura. Meglio chiedersi: «Che fare? Come invertire la rotta malvagia che nel giro di un secolo o meno potrebbe provocare una quantità sproporzionata di dolore e di strazio nei viventi, e che già oggi non fa che aumentare la cattiveria, il cinismo e le sopraffazioni?». La Benedetti è una fonte preziosa, coniuga tutti i luoghi comuni dell’antimodernità con gli allarmismi millenaristi sulla fine del mondo, Jean-Jacques Rousseau con la trama di Avatar, Lenin con Nostradamus, Michel Foucault con Madre Teresa. L’uomo dovrebbe «sentire fratellanza, provare la carità», sognare «una società fondata sull’amore»; tra pochissimo invece la specie umana sarà estinta a causa vostra, perché volete l’aria condizionata e la tv satellitare e l’iPhone anziché pensare alla salvezza del mondo. Chi sono i cattivi? Sempre gli stessi: gli occidentali, i governi, il potere, coloro che stanno portando il pianeta al collasso, realizzando il genocidio di specie.
Inutile ricordare a suor Carla che facciamo parte dell’1% di specie sopravvissute alle estinzioni che si sono susseguite in seicento milioni di anni, e questo sputo evolutivo a cui apparteniamo è sopravvissuto alla lunga, spietata storia della selezione naturale, cattivissima ma naturale. Vulcani, terremoti, tettonica a placche, virus, glaciazioni, spaventose variazioni climatiche, bombardamenti di asteroidi più potenti di centinaia di atomiche. La cattiveria? La Benedetti e gli ecocatastrofisti non lo sanno, ma volendo la scienza spalanca scenari ancora più terrificanti, in cui spesso però l’uomo c’entra poco. Gli astronomi fanno pressione sulla Nasa perché investa miliardi di dollari non per la bontà universale o per la causa della fame nel mondo ma per costruire un sistema di prevenzione cosmica, perché una nuova collisione con un asteroide viene considerata molto probabile. I medici ricercatori vogliono più fondi per sconfiggere il cancro e le malattie in generale, e gli Stati Uniti, non il Burundi, sono all’avanguardia nella ricerca scientifica.
Gli scienziati danno la colpa all’uomo? Non è vero, e le cause di ogni cosa sono complesse quando non ideologiche. Sallie Baliunas, una signora tanto autorevole da essere definita «il dottore del Sole», studia la nostra stella da trent’anni e attribuisce alle radiazioni solari la causa dei cambiamenti climatici cui stiamo assistendo. L’astronomo Chris Impey mette in guardia dal riduzionismo degli ideologi invasati che attribuiscono ogni male all’uomo e alla modernità. «Diecimila anni sono una goccia nel secchio del tempo geologico» scrive Impey in un saggio pubblicato in Italia da Le scienze, «e gli ultimi dieci millenni sono stato un periodo caldo chiamato Olocene che ha seguito il picco dell’ultima era glaciale, 20000 anni fa. Il ghiaccio incontaminato e gli strati sedimentari ci offrono un registro ininterrotto dei cambiamenti degli ultimi 5 milioni di anni. In particolare, l’ultimo milione di anni è stato un tempo di sensazionali variazioni climatiche, le oscillazioni di 10 gradi sono state più frequenti di quelle per le quali ci stiamo preoccupando nell’attuale riscaldamento globale causato dalle attività umane».
Sul lungo termine le prospettive naturali su cause e effetti climatici sono addirittura invertite. Secondo gli studi della Pennsylvania State University, poiché il Sole va progressivamente riscaldandosi, tra cinquecento milioni di anni ci sarà penuria di Co2, e «la concentrazione di anidride carbonica si abbasserà così tanto che la fotosintesi della maggior parte degli alberi e delle piante si fermerà». In ogni caso, tra quattro miliardi di anni il Sole, altro mostro di cattiveria disumana ignorato dalla Benedetti, esploderà (ma ben prima ci verrà addosso la galassia di Andromeda). Non poteva mancare, poiché la Benedetti è una critica letteraria, il ricorso a Leopardi, buono per tutte le stagioni e reso buono e sciocco, povero Giacomo. Infatti, sostiene la Benedetti, neppure Leopardi «poteva immaginare che meno di due secoli più tardi avrebbe cominciato a vacillare perfino l'illusione della posterità». In verità sono le illusioni della Benedetti su Leopardi che vacillano, non Leopardi. Dopo i tanti che hanno cercato di portare Leopardi al cattolicesimo, dopo Luporini che voleva fargli prendere la tessera del Pci, dopo Cordero che adesso lo recluta contro il centrodestra, arriva la nostra suora benedettina per arruolare Leopardi nell'ambientalismo apocalittico. E dire che all'epoca di Giacomo si parlava di raffreddamento globale, e i catastrofisti ambientalisti, stigmatizzati da Leopardi, davano la colpa al disboscamento del Sempione.
In compenso, oltre a Leopardi, a pagina 67 sono citato anch’io: «Penso alla pornografia online narrata da Massimiliano Parente nella Macinatrice come una sorta di esperimento di specie, con milioni di menti, corpi e subcoscienti messi in connessione, mappati e reclutati». Poiché sono ancora uno scrittore vivente, posso rispondere: se lo avessi saputo prima, anziché perdere dieci anni, sei riscritture, e oltre un migliaio di pagine di vita in due romanzi monumentali per narrare la pornografia online, avrei copiato un libro di Francesca Mazzuccato o messo direttamente un link a Youporn. Se questa è la critica letteraria, a scanso di equivoci vi chiedo una cortesia: alla mia morte, oltre a tenermi lontani preti, comunisti e moralisti in generale, non fatemi scrivere il coccodrillo dalla Benedetti.