Il buon governo di Firenze: agli arresti l’ex capogruppo Pd

MONOPOLIO Il politico favoriva un’azienda di cui faceva parte. E in Comune i soci avevano mano libera: 24 gli indagati

Il meccanismo era semplice e collaudato, secondo la procura di Firenze: una società di progettazione privata, che ha tra i suoi soci (prima palese, poi occulto) l’ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, conquista il monopolio di fatto dell’edilizia pubblica fiorentina grazie all’intervento suo, di un suo compagno di partito e di alcuni dipendenti dell’ufficio tecnico comunale. La politica intrecciata agli affari e all’amministrazione della cosa pubblica, il tutto targato Pd e reso noto dai magistrati fiorentini - con tanto di conferenza stampa alla presenza del procuratore capo Giuseppe Quattrocchi - il giorno dopo le primarie. «Siamo davanti a una corrosione del rispetto dell’etica pubblica e della civitas», ha commentato il procuratore. «C’è aperta una questione morale?», domanda l’Italia dei valori. Il sindaco democratico Matteo Renzi ha precisato che l’attuale amministrazione è estranea ai fatti e ha sospeso i dipendenti coinvolti.
Nell’inchiesta, coordinata dallo stesso Quattrocchi, sono indagate 24 persone. Da ieri mattina, su disposizione del gip Rosario Lupo, una di queste è in carcere (Giovanni Benedetti, geometra del comune), sei agli arresti domiciliari e gli altri (imprenditori, professionisti, dipendenti pubblici) indagati per associazione a delinquere finalizzata ad abusi edilizi, corruzione, abuso d'ufficio, truffa aggravata, falso ideologico. Il nome più noto è quello di Alberto Formigli, ex presidente del gruppo consiliare del Pd a Palazzo Vecchio e della commissione urbanistica, finito ai domiciliari così come due soci della società Quadra, l’ex presidente dell’Ordine degli architetti di Firenze Riccardo Bartoloni e il geometra Alberto Vinattieri, oltre all’ex capo dell’ufficio comunale edilizia privata Bruno Ciolli e agli imprenditori Francesco Bini e Marco Perugi.
Formigli era uscito da Quadra, ma per gli investigatori «è stato abilissimo a interpretare il duplice ruolo di consigliere comunale e socio occulto» per garantire il buon esito delle pratiche edilizie della società e di altri amici. Secondo l’accusa, pilotava varianti al piano regolatore e deroghe ai regolamenti comunali con l'appoggio di Anton Giulio Barbaro, compagno di partito che un anno fa si era insediato alla guida della commissione urbanistica dopo le dimissioni forzate di Formigli, al centro di polemiche per il conflitto d’interessi. Anche per Barbaro sono stati chiesti i domiciliari, ma il gip li ha negati dato che la primavera scorsa non è stato rieletto in consiglio comunale.
I soci di Quadra avevano rapporti quotidiani con le loro quinte colonne dell’ufficio edilizia privata del Comune di Firenze e discutevano di tutte le pratiche, non solo delle loro. Così, per esempio, riuscivano a eludere la normativa sulle barriere architettoniche o antincendio, oppure a evitare l’impiego dei costosi materiali di bioedilizia. «Andare da Quadra significava ottenere i permessi che si volevano», hanno detto i pubblici ministeri. Lo confermerebbero numerose intercettazioni telefoniche e ambientali: «Siamo i più forti del mondo», «Non si muove foglia che il capogruppo non voglia», «Siamo più fedeli tra noi che con le mogli» sono alcune delle frasi rese note in conferenza stampa.
In un’occasione Bartoloni detta a Benedetti le modifiche per far approvare un progetto, poi la pratica sarà firmata da Ciolli come capo ufficio. In filmati registrati con microcamere si vedono Bartoloni e Vinattieri lavorare al computer di Benedetti in assoluta normalità. Sarebbe documentata anche la falsificazione delle tavole di progetti. I funzionari erano aiutati da altri impiegati che talvolta timbravano il loro cartellino o li scambiavano per giustificare assenze: una volta Ciolli disse che doveva assistere la madre malata, ma era in vacanza a New York.
Nell’inchiesta sono una decina le società di progettazione o di costruzione sotto indagine e 21 gli interventi edilizi sospetti, anche se la regia era saldamente in mano a Quadra che garantiva corsie preferenziali per ottenere le autorizzazioni. Trattando con una di queste società, Ciolli e Benedetti avrebbero ottenuto guadagni illeciti poi investiti in Ucraina.