Burlando non si accontenta di chiedere più tasse ai liguri

Il disavanzo del 2004 verrà coperto come consigliava la giunta Biasotti ma in più aumentano le imposte

(...) poi così insanabile. Certo, Burlando dovrà rassegnarsi, qualcosa le Asl dovranno vendere. Il piano finanziario che dovrà risanare 156 milioni del 2004 e i 205 previsti per il 2005 infatti, prevede che le tasse vengano inserite nella prossima finanziaria regionale solo per coprire il 2005. E che per il 2004 si segua il percorso già ipotizzato dal Dpef del 2003 firmato Oliveri: alienazione del patrimonio immobiliare per oltre 50 milioni di euro, taglio alle spese per circa 10-12 milioni, recupero dei crediti sugli Irccs per almeno 20 milioni, utilizzo di un capitolo di Bilancio, quello da sempre destinato al disavanzo, che per ora è finanziato con 15 milioni. Il «come copriremo il deficit», messo a punto ieri dagli assessori con il presidente e i tecnici, sarà proposto oggi alla maggioranza prima e ai sindacati poi, in vista della comunicazione ufficiale al governo. La speranza è che gli uffici romani facciano una sorta di «sconto» alla Regione in vista della manovra fiscale prevista per il 2005.
Mancano ancora le cifre esatte, fanno sapere i tecnici che ieri per tutta la mattina hanno lavorato al piano di emergenza per la Sanità, ma, nel dettaglio, tre sono le misure.
Patrimonio. Dalla vendita delle strutture inutilizzate delle Asl si stima un’entrata di oltre 50 milioni di euro. Fra le altre si contano l’ex ospedale psichiatrico di Prato Zanino a Cogoleto e gli istituti San Giorgio di Albaro e Liberti di Oregina. Gli uffici regionali però hanno avviato una ricognizione su tutte le strutture liguri. L’alienazione potrà avvenire con una vendita all’asta, meno redditizia, oppure attraverso fondi immobiliari o società pubbliche. A seconda di quanti e quali immobili verranno scelti, nelle casse della Regione potranno entrare fino a 100 milioni. Spiegano i tecnici che sì, Burlando aveva imposto uno stop all’alienazione del patrimonio, ma che è stato comunque necessario inserirla nella proposta.
Riduzione delle spese. Tre le misure del risparmio. Il blocco del turn over: non quello degli operatori socio sanitari, ma certamente quello degli infermieri. La Regione darà poi continuità alle sperimentazioni già avviate negli ultimi mesi: quella della distribuzione diretta dei farmaci, e quella dell’acquisto diretto da parte della Regione, al 50 per cento del prezzo, con distribuzione veicolata dalle farmacie, che hanno una corresponsione del 12 per cento. Il tutto per un totale di circa 10-12 milioni di euro.
Gli istituti di ricerca. Per gli Irccs, Ist e Gaslini, alla Liguria dovrebbero arrivare non meno di 30 milioni, soprattutto a trasformazione del Gaslini avvenuta, visto che il governo si era impegnato a finanziare l’80 per cento dei disavanzi. La stima degli uffici regionali però è cauta e si ferma a 20 milioni.
Le tasse. Il grosso della manovra fiscale verrà dall’Irpef. Oggi allo 0.9 per cento, l’aliquota della tassa sulle persone fisiche verrà portata al massimo, l’1.4, ma con una no tax area per i redditi fino ai 7.700 euro e con due scaglioni, lo 0.11 o 0.12 e l’1.4 per i redditi più alti, con un aumento dello 0,3 e dello 0,5 per cento. Poi c’è il capitolo Irap. Era stata Rifondazione comunista a chiedere che venisse inserita fra le tasse da aumentare. La giunta ha recepito la proposta, ma ha deciso di far gravare l’incremento solo sulle fasce più alte, quindi solo per banche e servizi finanziari. Per la Sanità, potrebbe anche essere possibile aumentare l’Irap di oltre un punto. Sfumata l’ipotesi di aumentare l’accisa sulla benzina, resta invece quella di rendere più salato il bollo auto. In tutto, la manovra fiscale dovrebbe portare nelle casse della Regione circa 150 milioni di euro, che però non si faranno vedere prima di gennaio 2006.
Ieri mattina Pittaluga e Montaldo hanno presentato le loro proposte a Burlando. Oggi ci sarà ancora il tempo di limare le cifre. Al termine del consiglio regionale i due assessori comunicheranno il piano alla maggioranza, subito dopo è previsto il confronto con i sindacati.

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