A caccia di antichi fossili sulle orme di Indiana Jones

Nel rio Torsero, a Ceriale, c’è un sito archeologico di straordinario interesse scientifico collegato a un museo

da Ceriale

Rio Torsero, questo sconosciuto. Si tratta di poco più di un rigagnolo, già definirlo torrente sembra tanto. Eppure le rocce scavate da questo corso d'acqua nell'entroterra di Ceriale abbondano in maniera incredibile di fossili. Si parla di uno dei più grandi giacimenti di tutta Italia, eppure quasi nessuno lo conosce e, soprattutto, quasi nessuno, se non periodicamente ladruncoli abusivi, si cimenta veramente nel compito di ricerca e recupero di questi fossili. Gli unici a fare da «archeologi» sono i visitatori del Museo paleontologico «Silvio Lei» di Peagna, piccolo borgo cinquecentesco raccolto sulle alture appena sopra Ceriale. Perlopiù si tratta di scuole: i ragazzi vengono condotti per un sentiero di piena campagna fino a raggiungere il letto, di solito sempre in secca o quasi, del Rio Torsero. Da qui si può risalire per qualche centinaio di metri lungo tutto il corso e, meraviglia, trovare proprio sotto i propri piedi qualche «conchiglia» (tecnicamente una «Columella») di «solo» un milione d'anni fa, piuttosto che piccoli gusci di Denalium, Spine di Murice, o addirittura, se si è fortunati, denti di squalo, frammenti d'osso di cetaceo o resti di crostacei, tutti di era piocenica (5 milioni-1milione di anni fa).
In alcuni punti della Riserva regionale del Torsero si possono vedere proprio le stratificazioni delle rocce, fino allo strato detto «marna»: una specie di roccia di colore grigio dalla consistenza del pongo, tecnicamente una miscela di calcare e argille silicee. Basta un piccolo scalpello per scavare in questo strato del suolo e magari rinvenire all'interno un bel esemplare intatto di Amusium, uno dei fossili più caratteristici di questo sito.
Così è accaduto di vestire i panni da archeologi anche a noi. Sono bastati meno di venti minuti per rinvenire già una decina di buoni pezzi da poter esporre nel museo. Giacomo Nervi, uno dei responsabili del museo e membro della cooperativa «Strade & Liguria da seguire» che gestisce questo sito spiega che «ogni volta che piove, il Torsero si gonfia, rimescola un po' la terra sul fondale o stacca qualche roccia dalle pareti circostanti, ed ecco che subito dopo emergono un sacco di fossili… Se ne possono trovare numerosi frammenti anche alla foce. E dopo ogni pioggia c'è il gusto della sorpresa, per vedere che nuova conformazione ha preso il letto e il corso del fiume!». Non mancano però infiltrati e abusivi, che portano via pezzi senza autorizzazioni.
La visita a questo stupendo sito è avvenuta anche a seguito dell’articolo de il Giornale in cui si denunciava una disorganizzazione in loco e l'impossibilità di mettersi in contatto con il responsabile del museo e, quindi, di visitarlo. Non è stata una battaglia persa, ma, anzi, si sono potuti segnalare alla guida «La Scienza nei Musei» Orme Editori) gli errati riferimenti, e, soprattutto, si è capito che la disorganizzazione del Comune era legata agli attuali lavori di rifacimento del Museo. Ben 175 mila euro sono stati investiti dalla Regione Liguria per questo. A lavori completati (l'inaugurazione è prevista a dopo l'estate) il Museo «Silvio Lai» (nome ereditato della scuole elementari che prima occupavano i locali) presenterà a fianco della zona espositiva un laboratorio all'avanguardia, a carattere non solo divulgativo, ma anche finalizzato alla ricerca scientifica. Apparecchiature moderne permetteranno a gruppi di studenti universitari, ospitati nella vicina foresteria, di compiere stage e tirocini in ambito paleontologico presso Peagna e Ceriale. Sarà inoltre allestita un'area esterna al Museo e che vedrà la messa in opera di una ricostruzione del giacimento del Rio Torsero e dell'intera area, per come doveva presentarsi circa 1 milione d'anni fa.
I visitatori nel 2006 sono stati 800, ma con l'inaugurazione del nuovo museo i responsabili del comune di Ceriale si aspettano un netto incremento. D'altra parte il numero di visite è sempre andato aumentando dal 1993, anno che vide la nascita del Museo su idea del professor Eugenio Andri, autore, tra l'altro, di un teso (più per specialisti) molto valido sullo stesso Rio Torsero e consultabile presso la Biblioteca di Peagna. Biblioteca che, tra l'altro, costituisce proprio un altro punto di interesse culturale da visitare e che è stata inserita nei «pacchetti» che il Comune propone ai visitatori per il periodo estivo. Alcuni di questi, oltretutto, offrono anche la possibilità di percorsi a piedi nella Valle del Rio Ibà.
Infine segnaliamo, sempre a Peagna, casa Girardeghi, sede provvisoria del Museo paleontologico in attesa del completamento dei lavori. Al momento la parte espositiva è molto ridotta e spicca solo una serie di Coralli dell'Atlantico giunti qua un po' per caso, a seguito di un sequestro che li ha visti affidati al Comune di Ceriale.
Casa Girardeghi è normalmente sede della Rassegna regionale del Libro della Liguria, in cui vengono esposti tutti i libri usciti nell'anno precedente e che hanno in qualche modo parlato della nostra regione. Nell'ultimo week-end di agosto, infatti, si assiste, proprio a Peagna, alla «rassegna d'estate» che propone una serie di incontri, convegni, proiezioni cinematografiche, tutte su di un tema specifico scelto per l'anno. La rassegna si conclude con l'assegnazione di vari premi ed in particolare quello per il miglior libro Ligure dell'anno.
Ai vincitori, tra l'altro, viene dedicata una ceramica che va a decorare una parete della facciata esterna della chiesa di Peagna, divenuta cosi una sorta di «albo d'oro» di questa rassegna. Siam partiti parlando di reperti di 1 milione d'anni fa. Concludiamo con una nota di modernità. Anche il «Silvio Lai» di Ceriale si sta attrezzando per rendere disponibile on-line il catalogo del suo patrimonio espositivo, aderendo così al progetto di classificazione dei beni culturali museali lanciato sul sito della Regione Liguria. Per maggiori informazioni si consulti il sito: www.stradedascoprire.it.
(3-continua)