Cacciatori di PROFEZIE

Lo studio scientifico dei testi antichi al servizio della politologia: chi teme l’Asse del Male Iran-Irak e chi vede l’Anticristo nel presidente siriano...

La Monaca di Dresda, il Ragno Nero, Nostradamus, San Malachia, Don Bosco, il profeta dormiente Edgar Cayce, persino un gigante della Scienza come Isaac Newton, che passò gli ultimi anni della vita a calcolare la data dell’Apocalisse. È lunga la schiera degli spiriti magni che nei secoli hanno avuto il dono di anticipare la Storia. Prevedere il futuro è il sogno più grande dell’Uomo: è per questo che altrettanto lunga è la schiera di coloro - i cacciatori di profezie - che dedicano l’esistenza a decifrare le rivelazioni, equivoche e oscure, di mistici e veggenti. Mettendo lo studio “scientifico” dei testi antichi al servizio della politologia...
Si dice che i profeti siano i grandi inascoltati, Cassandre di turno ignorate dai contemporanei. Mai, in realtà, sono stati riveriti come in questo passaggio di millennio. «Ogni svolta epocale acuisce l’interesse per “come andranno le cose”. È naturale quindi chiedersi il senso degli eventi e quali esperienze ci riserva il futuro. Per questo assistiamo al diffondersi di profezie e vaticini, come quelli legati alle apparizioni della Madonna», sentenzia padre Antonio Gentili, barnabita esperto del pensiero mistico. «Non sono solo fonti religiose a gettare bagliori di luce sul nostro futuro. Anche molti laici, filosofi e scienziati, cercano di capire il senso che rivestono gli eventi presenti e l’influsso che avranno sui tempi a venire. Nietzsche, il teorico della morte di Dio, e il filosofo cristiano Solovev, a fine ’800, giunsero alle stesse conclusioni: che questo è un tempo “anticristico”».
L’Anticristo, la Bestia, il Dragone. Ecco la preda più ambita dai cacciatori di profezie. Alberto Bassoli, studioso di escatologia e occultismo, anticipando gli epocali avvenimenti del 2001, fu tra i primi a fare il nome di Osama Bin Laden quale “Re del Male”, l’Anticristo. Bassoli - che ha anche stilato secondo precisi criteri biblici un elenco in 18 punti per distinguere i veri dai falsi profeti (se hanno fatto del bene nella vita, se hanno il volto luminoso...) - nel 1996 previde l’elezione di papa Ratzinger. «In una lettera a Enrico V, Nostradamus dice che lo Spirito Santo che proviene da una città sul 48° parallelo - come Marktl am Inn, in Baviera, dove è nato Benedetto XVI - fuggirà da Roma sulla spinta dell’Anticristo. E io è dal 1999 che lo ripeto: l’Anticristo è Osama Bin Laden. Lo dico dai tempi degli attentati alle ambasciate americane in Africa, a Washington parlavano di Bin Laden come il “Principe Nero”, lo stesso nome con il quale il Ragno Nero, un monaco tedesco del XV secolo, indicava l’Anticristo, profetizzandone la venuta nel Duemila...».
Per Luciano Sampietro, avvocato triestino tra gli studiosi più seri di Nostradamus, l’Anticristo invece ha un altro nome, quello dell’attuale presidente della Siria, Bashar al-Assad: «Nell’Apocalisse di Giovanni il numero che identifica la Bestia è il 666. Secondo la ghematria, la scienza ebraica che studia le corrispondenze numeriche delle parole, il nome Bashar al-Assad equivale alla cifra 666. Non solo: Assan in arabo significa leone. Ma il nome gli fu cambiato da piccolo. Alla nascita si chiamava Wahash, Bestia». Sampietro, per il quale confrontarsi con le quartine impenetrabili di Nostradamus è prima di tutto una sfida, nel ’98 scrisse che il presidente degli Usa sarebbe stato Bush e anticipò il risorgere del terrorismo islamico: «Mentre il prossimo conflitto mondiale scoppierà lungo l’asse del Male, quello che corre tra Iran e Irak. Ma le mie non sono previsioni, solo soluzioni felici di alcuni rebus linguistici. Risolvere profezie è una passione».
Per altri, invece, una condanna. Per Renucio Boscolo, un “archeologo delle parole” che ha conosciuto la ribalta mediatica al Maurizio Costanzo Show e che in un famoso libro del 1999 previde l’attacco alle Torri Gemelle, è una predestinazione. «Ormai non posso più tornare indietro, è come essere in una biblioteca-labirinto da cui è impossibile uscire: trovare il significato delle parole in tutte le lingue conosciute è un’ossessione». Boscolo previde l’attentato a Wojtyla, scrivendo sull’Occhio di Maurizio Costanzo, una settimana prima, nel maggio dell’81, che il Papa non doveva uscire dal Vaticano. All’inizio degli anni ’80 annunciò il crollo del Muro di Berlino. E nel ’91, su Vanity Fair, la caduta di Gorbaciov. Ma il numero del settimanale su cui scrisse l’articolo non uscì, per motivi mai chiariti. «La mia voce - dice - viene oscurata dai grandi millantatori». Il destino di tutti i profeti.