Cafasso ucciso da eroina "spacciata" per cocaina Brenda, in pc file nascosti

Stroncato da una dose letale di eroina, "mascherata" da cocaina.
Con questa trappola il pusher dei trans sarebbe stato ucciso in
pochi minuti. <strong><a href="/interni/dal_pc_brenda_riemergono_video_cancellati/25-11-2009/articolo-id=401569-page=0-comments=1">Intanto dal pc di Brenda riemergono i video cancellati</a></strong>

Roma - Una dose letale di eroina, "mascherata" farmacologicamente con una sostanza in modo che la facesse assomigliare al gusto alla cocaina. Questo il mix che uccise "in pochi minuti" Gianguerino Cafasso, il pusher e protettore di transessuali trovato morto il 12 settembre scorso a Roma all’hotel Romulus sulla Salaria mentre era in compagnia del viado Jennifer. Quest’ultimo raccontò agli inquirenti di non aver assunto la droga che sarebbe stata acquistata da uno spacciatore africano, droga che invece Cafasso sniffò prima di andare a dormire.

Azione letale In attesa di conoscere i risultati ufficiali della consulenza tossicologica, la procura ha già appreso che quella sostanza assunta da Cafasso "aveva un esito rapidamente letale" per uno come lui che abitualmente consumava cocaina. L’eroina, insomma, era in una quantità tale "da uccidere". E Cafasso sarebbe stato ingannato dalla modalità di composizione dello stupefacente. Il fascicolo sul decesso di Rino Cafasso, per ora rubricato secondo l’articolo 586 del codice penale, ossia morte o lesioni come conseguenza di altro delitto (nella fattispecie cessione di droga) potrebbe ben presto essere rubricato come omicidio volontario.

Sospetti ed esami Il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, aspetta i risultati ufficiali e finali della consulenza tossicologica. Una prima risposta è giunta e rileva l’assunzione, fatale a Cafasso, di eroina. Il sospetto degli investigatori è che chi ha fornito l’eroina sapesse degli effetti letali che avrebbe provocato. Sospetto appare l’atteggiamento di Jennifer, il trans fidanzato di Cafasso che era con lui in albergo al momento del droga party. Jennifer, al secolo Adriano Da Motta, ha spiegato agli inquirenti che non aveva assunto droga, che non le andava perché aveva uno "strano sapore".

Il video di Marrazzo Cafasso, secondo i carabinieri che sorpresero il 3 luglio scorso l’ex governatore del Lazio in un appartamento di via Gradoli con Natalie, fu colui che girò e cercò di vendere ad alcune testate il video che ritrae Marrazzo in un incontro con il trans.

Nel pc di Brenda file cancellati Centinaia sono i file "nascosti", ossia cestinati e poi cancellati dalla memoria visibile del pc trovati dagli investigatori nel computer portatile di Brenda. Documenti ritrovati dai tecnici. Massimo riserbo in procura sulla tipologia di questi file, che una volta decrittati potrebbero raccontare molto sulla morte del trans e sui misteri che ancora avvolgono il decesso, avvenuto per asfissia provocata da un incendio. Secondo indiscrezioni si tratterebbe probabilmente di foto e immagini. E non si esclude che nei file cancellati ci sia anche il secondo video di cui si è parlato nelle carte processuali, quello che ritrae l’ex presidente della regione Lazio insieme con Michelle, il trans amico di Brenda. Un video di cui la stessa Brenda ha parlato con i magistrati spiegando poi di essersene disfatta "perché aveva paura".

Il rubinetto Il pc in un primo sopralluogo non era stato trovato nel monolocale di via Due Ponti. Era invece stato trovato dagli investigatori il giorno della morte di Brenda dentro un lavandino sistemato sotto il getto di acqua corrente di un rubinetto aperto. Un particolare della scena del crimine che ha destato più di una perplessità tra gli inquirenti: quasi un messaggio, un monito che qualcuno voleva dare a chi custodisce i segreti di clienti importanti dei trans. E una conferma arriva proprio da file ritrovati: quella di sistemare il pc sotto l’acqua corrente o è stata unja messinscena o anche un modo non certo di nascondere o distruggere foto e filmati, ma invece di farli ritrovare, di metterli in evidenza.