Calabrò: prezzi tlc in calo del 14% Indagine su Rcs

Prima relazione in Parlamento del presidente dell’Authority. Avviati accertamenti sugli assetti proprietari del gruppo editoriale

Maddalena Camera

da Milano

Prima relazione in Parlamento per il neo presidente dell’Authority per le tlc Corrado Calabrò. Secondo Calabrò, che l’altro ieri ha dato una sforbiciata del 20% alle tariffe fisso-mobile, la regolamentazione italiana nel settore delle tlc sarebbe comunque «appropriata e competitiva con crescente presenza di imprese estere». Quanto ai prezzi praticati da Telecom Italia per i servizi da rete fissa, il canone di abbonamento e i prezzi delle chiamate locali (nonostante le proteste dei concorrenti) sarebbero, sempre a detta di Calabrò, «tra i più bassi d’Europa, e ancora sottoposti a controllo da parte dell’Autorità attraverso il sistema del price cap».
Tra le cifre si scopre che la number portability ossia i clienti passati da un operatore all’altro senza cambiare numero sono 5 milioni 267mila. Quanto a «3», l’ultimo arrivato nonchè operatore Umts, continua a rosicchiare quote alla concorrenza con 953mila clienti acquisiti e 160mila persi. Situazione diversa per gli altri gestori dove il saldo è negativo: ossia i clienti persi sono più di quelli guadagnati. Nel Rapporto si segnala, inoltre, che le linee di accesso a larga banda sono 5,6 milioni. Un andamento che, nell’ultimo biennio, pone l’Italia subito dopo la Francia tra i grandi Paesi europei come crescita più sostenuta degli accessi. Continua inoltre la corsa verso Internet, con 25 milioni di utenti (più 13% rispetto al 2003). Tassi di crescita «incalzanti» sono stati registrati, nel 2004, anche per i servizi mobili: più 9% rispetto al 2003, in valore, una voce che ha messo a segno un fatturato di oltre 18 miliardi contro i 16,4 del giro d’affari dell’intera rete fissa. Il mobile si conferma dunque primo mercato, avendo superato le 62 milioni di linee. L’Authority ha anche sottolineato che dal 1998 al 2004 la diminuzione dei prezzi finali dei servizi di telefonia è stata pari al 14%, a fronte di un aumento medio dell’indice generale dei prezzi al consumo di oltre il 15%.
Secondo Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb, quella di Calabrò è stata una buona relazione, che ha indicato l’intenzione di favorire chi investe in reti alternative a Telecom, come appunto fa la società a banda larga. «La quota dell’ex-monopolista Telecom - ha detto Parisi - resta comunque alta anche nella banda larga dove detiene il 75% del mercato». In Parlamento Calabrò ha detto che l’Autorità (che da alcuni anni ha assorbito le competenze del garante per l’editoria) sta svolgendo anche accertamenti sulle vicende della scalata a Rcs. Una mossa accolta positivamente sia dall’amministratore delegato della società Vittorio Colao che da uno dei soci del patto, Marco Tronchetti Provera. In Borsa il titolo Rcs continua a crescere chiudendo la seduta con un guadagno del 4,19%.