Calcioscommesse: preso il presidente del Potenza

In manette Giuseppe Postiglione, presidente della squadra lucana, altri dirigenti sportivi ed elementi della criminalità organizzata. Gare truccate, frodi e altri reati. Avrebbe scommesso su gare "aggiustate"

Potenza - Arrestato il presidente del Potenza insieme ad altri otto. In manette Giuseppe Postiglione, proprietario della squadra lucana,m insieme ad altri dirigenti sportivi ed "esponenti della criminalità organizzata". Le accuse sono quelle di associazione per delinquere finalizzata alle frodi nelle competizioni sportive, un giro di scommesse illecite e altri gravi reati. Le indagini e i reati scoperti hanno riguardato una partita del campionato di serie B del 2007-'08 (Ravenna-Lecce) e sei-sette gare del campionato di Prima divisione, girone B, della scorsa stagione (2008-'09). In pratica, si è trattato di scommesse - presentate da Postiglione in punti "regolari" della rete" - su partite delle quali egli avrebbe già conosciuto il risultato. 

Gli investigatori "Posso dire soltanto che si è trattato di un'indagine molto complessa": lo ha detto il comandante provinciale di Potenza dei carabinieri, tenente colonnello Domenico Pagano, riferendosi all'inchiesta che ha portato all'arresto del presidente del Potenza (Prima divisione, girone B) e di altre persone. "Non stiamo parlando soltanto di scommesse" si è limitato ad aggiungere l'ufficiale. Alla domanda su quando sono cominciate le indagini, il comandante dei carabinieri ha risposto: "Dal 2007".

Gli arresti L'arresto di Postiglione e delle altre otto persone è stato ordinato dal giudice delle indagini preliminari del capoluogo lucano, Rocco Pavese, su richiesta del pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia di Potenza, Francesco Basentini. In manette anche Pasquale Giuzio, dell’enturage del presidente, Antonio Cossidente, considerato uno dei capi della famiglia mafiosa dei basilischi, Michele e Alessandro Scavone, Cesare Montesano, Luca Evangelisti già agli arresti domiciliari, Aldo Fanizzi, commercialista della squadra, ed Ettore Todaro.

Partite La partita di Serie B Ravenna-Lecce - giocata il 26 aprile 2008 e finita con il risultato di 3-1 per la squadra pugliese - è una delle gare al centro dell'inchiesta. Sul risultato della partita, Postiglione avrebbe presentato una scommessa: secondo quanto si è appreso, il presidente del Potenza avrebbe incassato circa 86 mila euro. I carabinieri hanno indagato e raccolto elementi anche intorno a partite che il Potenza ha giocato lo scorso anno, quando finì ultimo in classifica e fu retrocesso, venendo poi ripescato in Prima divisione.

Venti indagati Sono in totale una ventina le persone indagate nell’inchiesta su scommesse illecite e altri reati. L’inchiesta dei carabinieri, coordinata dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Potenza, Basentini, ha almeno due filoni: uno "sportivo", relativo alle scommesse presentate da Postiglione con puntate fino a 6mila euro; l’altro, che gli investigatori non considerano affatto secondario, relativo a reati che il dirigente avrebbe commesso in sintonia con Antonio Cossidente: quest’ultimo, che è fra le persone arrestate, è considerato un esponente di spicco di un clan malavitoso.

Tariffario dei match L’esito delle gare concordato "a tavolino" e comunicato al presidente del Potenza calcio che, risultati alla mano, in alcuni casi effettuava tramite il suo entourage forti scommesse, e in altri "vendeva" la gara, come accaduto per il match contro la Salernitana (campionato 2007-'08), al prezzo di 150 milaeuro. Lo ha reso noto il comandante provinciale di Potenza dei carabinieri, colonnello Domenico Pagano. In particolare sono otto le partite del campionato 2007-2008 di serie B e C1 su cui si è concentrata, per il momento, l’attenzione degli investigatori: Perugia-Potenza, Arezzo-Massese, Taranto-Sangiovannese, Ravenna-Lecce, Gallipoli-Crotone, Pescara-Pistoiese, Massese-Taranto e Sambenedettese-Potenza. Su queste il risultato era concordato e poi "utilizzato" per scommesse il cui introito per Postiglione, secondo gli inquirenti, sarebbe stimabile intorno ai 400mila euro. Gare su cui esiste "una regia occulta a livello nazionale", ha evidenziato Pagano, non sempre direttamente legata alla dirigenza delle squadre coinvolte. Ci sono poi i casi di Potenza-Salernitana, "pilotata" da Postiglione, che avrebbe anche impedito ad alcuni suoi giocatori di entrare in campo, e di Potenza-Gallipoli, con un primo "invito" a perdere la gara rivolto ai pugliesi, trasformatosi poi in minacce ai dirigenti e giocatori.