Dopo il caldo arriva il freddo polare E i meteorologi si dividono sul clima

Il climatologo Maracchi prevede per novembre temperature in calo di venti gradi

Stefano Pisani

da Milano

Addio autunno caldo, a novembre il termometro scenderà. Gli esperti parlano di un tonfo freddo di venti gradi, quasi un otto volante. E c’è chi tira in ballo il ritornello del clima impazzito. «Non esageriamo. La temperatura subirà un calo durante la prossima settimana, ma un calo che rientra perfettamente nella norma». Con queste parole Paolo Ernani, meteorologo dell'Aeronautica Militare Italiana, saluta l'approssimarsi dei primi freddi autunnali, mentre ancora adesso si vivono giornate che raccontano di un'estate che vuole difficilmente abbandonare la nostra penisola. Solo ieri temperature di 30 gradi al sud e clima caldo nel resto dell'Italia. Colpevole di questa anomala situazione, una cappa di alta pressione che regna stabilmente sulla parte occidentale dell'Europa, coinvolgendo Spagna, Francia e persino Inghilterra, e che forma un cuneo con l'aria fredda che sta arrivando dalle alte latitudini del pianeta, e che la settimana prossima porterà un po' di fresco. Il clima comincerà a cambiare da martedì e, nel giro di due giorni, le temperature scenderanno fino a raggiungere quelle invernali: «La temperatura - spiega Andrea Giuliacci di Epson - calerà di 2-4 gradi. Poi, giovedì, arriverà bruscamente il freddo: sono attesi cali medi di 6-7 gradi, fino a meno 10-12 gradi rispetto a quelli attuali».
Il climatologo Giampiero Maracchi, scienziato dell'Istituto di Biometeorologia Ibimet del Cnr di Firenze non nasconde di essere «seriamente preoccupato». «Sono 4 o 5 anni - dice - che già si discute di una nuova era di freddo intenso per l'Europa. E chi parla di una nuova era glaciale non è affatto lontano da quello che potrebbe realisticamente succedere. E a provarlo sono proprio questi sbalzi violenti di un clima ormai ammalato». A livello mondiale, l'intenso scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia di questi ultimi anni ha fatto riversare in mare enormi quantità di acqua dolce, turbando la salinità del mare e interferendo con grandi correnti come quella del Golfo, che è un po’ l'interruttore climatico del pianeta. Inoltre, le temperature del Mediterraneo stanno andando incontro a una progressiva tropicalizzazione, producendo effetti anche sul clima dell'Europa e del Mediterraneo, e l'autunno caldo è una riprova tangibile di questa catena di eventi. Tuttavia, non si verificheranno per ora i catastrofici disastri meteorologici a cui vengono spesso associati i cambiamenti climatici. Anche perché, come ha fatto notare il climatologo Roy Spencer, «le osservazioni dal satellite non indicano variazioni significative della temperatura media dell’atmosfera». Le interpretazioni, però, anche su questo punto lasciano gli esperti in disaccordo. Al punto che lo studioso Robin Baker è arrivato ad affermare che «i climatologi non sanno ancora misurare e spiegare completamente come si comporta l’atmosfera, né di valutare l’impatto delle componenti isolate su di essa».
Sebbene possa sembrare un'escursione termica molto significativa, non c'è da allarmarsi perché il passaggio dagli alti, e inusuali, numeri di questo periodo a quelli della media stagionale non poteva avvenire che attraverso una caduta di questo tipo. «Statisticamente si tratta di un dato regolare, nel corso della prossima settimana si ritornerà alla normalità dopo le afose giornate autunnali che stiamo vivendo in questo momento. Ci ritroveremo precisamente nell'ambito delle medie stagionali», ha aggiunto Ernani, che è autore del libro Effetto serra e macchie solari in cui ribadisce anche che «non è il caso di fare del terrorismo meteorologico». Secondo il meteorologo, è proprio nella prima settimana di novembre che, storicamente, si verificano le prime avvisaglie dell'inizio della stagione fredda, e l'effetto serra e i cambiamenti climatici non sono stati ancora capaci di mutare questa situazione.