Caldo e afa: l'inizio d'estate è già torrido

La colonnina sale oltre i 35 gradi nel primo week end estivo. Allarme caldo a Bologna, Roma e Campobasso. Temperature stabili fino alla settimana prossima. Vadecum per evitare colpi di calore

Roma- Primo week end d’estate, le temperature salgono e sale anche l’allerta. Le città in cui il clima sarà più torrido questo fine settimana saranno Roma, Bologna e Campobasso.

Allerta Secondo le rilevazioni dello speciale “Sistema nazionale di sorveglianza, previsione e allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione”, curato dalla Protezione civile, in queste tre città domani scatterà l’allerta di "livello 2", quello che presenta “Temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio” (anziani, bambini, malati, etc.).

Bologna Il primo gradino del podio spetta a Bologna, dove per le 14 di domani si prevede che la colonnina di mercurio infranga il muro dei 35 gradi. Tanti, ma sempre due di meno rispetto a quelli che dovrebbe percepire la popolazione. A Roma e a Campobasso, sempre domani, i gradi effettivi dovrebbero essere rispettivamente 32 e 29, quelli «percepiti» 33 e 30.

Settimana prossima Per gli amanti della frescura si preannunciano tempi difficili: gli esperti della stessa Protezione civile anche per l’inizio della prossima settimana prevedono temperature “senza variazioni significative" ma "con valori al di sopra della media del periodo”, colpa “dell’anticiclone atlantico stazionante sul Mediterraneo centrale che va gradualmente assumendo una connotazione di matrice nordafricana continuando ad assicurare tempo stabile”.

Vademecum La colonnina sale e aumentano i pericoli per anziani e più piccoli. Il Ministero della Salute sta diffondendo alla popolazione un vademecum per prevenire i colpi di calore. I coonsigli per resistere alle alte temperature, sono pochi ma efficaci. Innanzitutto dieta leggera e abbigliamento comodo. Non uscire nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 18) da trascorrere possibilmente in un ambiente ventilato e fresco. Il vademecum divulgativo, messo a punto dal ministero insieme al Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, si affiancherà ad altri tre opuscoli, destinati ai medici di medicina generale. Tra i consigli, l’esortazione a non esagerare con i climatizzatori: se si è in automobile, regolare la temperatura affinché ci sia una differenza non superiore ai cinque gradi tra interno e esterno dell’abitacolo. A casa, attestarsi su una ragionevole temperatura di 24-26 gradi, tenendo anche presente che un eccessivo consumo di corrente elettrica mette il paese a rischio black out, oltre a aumentare il calore esterno.

Anziani Alle badanti il ministero indica anzitutto i sintomi che possono mettere in allarme: confusione mentale, mal di testa, convulsioni, aumento sensibile della temperatura corporea. Per evitare che si arrivi al colpo di calore, è bene tenere fresco e poco umido l’ambiente, sui 26 gradi, magari installando anche pratici misuratori di umidità negli ambienti, dal costo inferiore ai 20 euro. Se fa costantemente caldo, sopra i 32 gradi, niente ventilatore, perchè “può favorire una pericolosa perdita di liquidi attraverso la sudorazione”. Mentre il climatizzatore, se c’è, deve essere regolato su una temperatura media di 24-26 gradi. Fondamentale per le badanti assicurarsi che il proprio assistito beva almeno due litri di acqua al giorno, ma anche succhi di frutta, anche se non ha sete. Poi, ovviamente, abiti leggeri, evitare le ore più calde, frutta e verdura in quantità. Opportuno anche controllare con attenzione e periodicamente la temperatura degli ambienti nei quali soggiorna l’anziano, e misurargli regolarmente la temperatura corporea. E se malgrado tutto questo l’assistito dimostra i segni inequivocabili del colpo di calore, la badante (o il badante, naturalmente), deve chiamare il 118, e nell’attesa spostare la persona nella stanza più fresca spruzzarla o fare spugnature con acqua fresca (non fredda), far bere acqua o altri liquidi. Da evitare assolutamente, avverte il Ministero, la somministrazione di aspirina e tachipirina.