Le campane storiche suonano su internet

Vecchie tradizioni, antichi segreti, affascinanti finestre aperte sul passato. E internet. Tutto insieme, come se la tecnologia e l’arte di un tempo che fu fossero distanti solo pochi nanosecondi. Basta andare sul sito www.battagliardicorde.it e tutto questo è realtà. Appena aperta la «home page» c’è subito la spiegazione per chi fosse entrato solo casualmente, senza sapere bene cosa sia il «battagliare». «A qualcuno battagliar di corde potrebbe far venire in mente singolari tenzoni cavalleresche o antiche tattiche di combattimento - si legge subito -. Niente di tutto ciò. Con il termine battagliar di corde si vuole identificare la tecnica di percussione delle campane più antica e caratteristica ancora in uso in Liguria. Grazie a questa meravigliosa arte tramandata oralmente, sono giunte fino a noi le tradizioni e gli eventi che regolano la vita di antichi borghi attorno ai campanili dove la poesia del battagliar di corde è ancora possibile».
Per far suonare le campane ci sono tanti modi, per eseguire splendide melodie occorre usare tecniche tramandate di padre in figlio per secoli. «Tra le varie tecniche campanarie esistenti, una delle più antiche e diffuse in Liguria è senza dubbio quella cosiddetta "a corde" - spiega ancora il sito specializzato in materia -. Premettendo che si tratta di una metodologia avente come scopo il "battaggiâ" (ossia il suonare melodie a campane ferme), essa è strutturata in questo modo: una catena (o corda in qualche caso) è fissata con un gancio alla parete opposta alla campana da collegare; dalla parte opposta, tramite un altro gancio, avvicina il battaglio alla superficie interna della campana; alla metà circa di questa catena viene fissata una corda che, sollecitata in senso verticale, avvicina il battaglio alla campana permettendo la percussione e la produzione del suono».
Detto così sembra quasi una cosa semplice. Invece il «battagliar di corde» è un’arte molto complessa e la Liguria, con le sue chiese secolari e a volte millenarie, con i suoi campanili costruiti proprio per consentire l’esecuzione di melodie con questa particolare tecnica, è una sorta di museo a cielo aperto di questa tradizione. Navigando sul sito, tra fotografie che regalano anche scorci di paesaggi pittoreschi e storie ricostruite con attenzione, si scoprono anche le musiche più suonate. Canti religiosi, certo, ma anche danze popolari che arrivano alla «paganissima» mazurka e alla lambada. Piccoli tesori da non perdere, che interessano persino oltre confine, visto che del battagliar di corde se n’è occupata, il 23 gennaio scorso, persino «RadioFrance».