Dal Campidoglio niente auguri per il Senatùr

Silvia Cerioli

In genere, il Campidoglio è molto solerte nel fare gli auguri a personaggi politici e istituzionali. E il testo del messaggio viene diramato alle agenzie di stampa per sottolineare l’importanza dell’evento e il Veltroni-pensiero in merito al genetliaco. Non è stato così, però, la scorsa settimana, per il compleanno di Umberto Bossi, leader della Lega Padana. Nessun telegramma al festeggiato, né tantomeno telefonata personale al Senatùr. Il sentimento anti-romano dei leghisti è per il sindaco motivo di profondo disappunto. Nonostante le diverse posizioni politiche, con il premier Silvio Berlusconi i rapporti non sono cattivi. Perciò, ogni volta che i due si sentono al telefono, il primo cittadino non si lascia scappare l’occasione per rammentare le critiche anti-romane del leader leghista: «Eh, se Bossi ci conoscesse meglio, a noi romani… e poi, a me Milano piace». Va detto, a onor del vero, che il ministro per gli Affari federali Roberto Calderoli qualche mese fa aveva fatto la sua comparsa a Palazzo Senatorio su invito dello stesso Veltroni. Come tutti gli ospiti si era affacciato dall’ufficio sui Fori Imperiali godendosi il panorama. Veltroni ha pensato che la visita avrebbe avuto i suoi effetti benefici. Invece, poi, Calderoli ha portato avanti la devoluzione, mettendo da parte la questione dei poteri speciali per Roma Capitale. Per il primo cittadino, è stato un colpo al cuore. E da allora, con la Lega i collegamenti sono, se non chiusi, interrotti.
Dal Campidoglio al Quirinale. La partita per il successore di Carlo Azeglio Ciampi coinvolge, anche se in via indiretta, anche il sindaco di Roma. Si parla infatti della possibilità che Piero Fassino possa concorrere per la presidenza della Repubblica. Se l’attuale segretario nazionale succedesse a Ciampi, il Botteghino potrebbe richiamare Veltroni in servizio attivo, o all’interno del partito o, addirittura, nell’ambito di un eventuale governo di sinistra. Il che potrebbe vanificare anche l’esito delle elezioni comunali, nel caso si fossero già svolte. Sembra fantascienza, ma è una possibilità che i Ds, nel disegnare i possibili scenari politici dei prossimi mesi, non hanno escluso.