La Camusso risponde al richiamo di Napolitano: "Divisi siamo più deboli, ma restano differenze"

Il leader della Cgil risponde all'<strong><a href="/interni/napolitano_allattacco_ce_ipocrisia_istituzionale/napolitano-ipocrisia-istituzioni/30-04-2011/articolo-id=520287-page=0-comments=1" target="_blank">invito all'unità sindacale</a></strong> espresso ieri dal presidente della Repubblica: &quot;Ha ragione il capo dello Stato, divisi siamo più deboli. Bisogna darsi regole unitarie, anche se le differenze restano&quot;

''Abbiamo ascoltato il presidente della Repubblica, credo abbia assolutamente ragione: i sindacati divisi sono sindacati più deboli''. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, risponde al richiamo all'unità sindacale espresso ieri dal capo dello Stato. E lo fa nella manifestazione per il Primo maggio a Marsala. ''Insistiamo a dire che le differenze ci sono e non si superano facendo finta che non ci siano ma dandosi nuove regole che permettano ai lavoratori di decidere'', dice il leader della Cgil. ''Bisogna ripartire dal darsi regole unitari'', dice il segretario generale della Cgil. Chi dovrebbe fare un primo passo? ''Non c'è uno che deve fare il primo passo'', risponde. A Marsala, dove oggi il leader di Cgil, Cisl e Uil parleranno dallo stesso palco per il Primo maggio, Susanna Camusso sottolinea che pur restando le distanze tra sindacati ''oggi è la festa di tutti i lavoratori ed è sbagliato attribuirla ad una o a un'altra sigla''. E aggiunge ''poi la vita sindacale continua'' e ''le differenze ci sono''. "I temi della crisi del paese sono tutti là, le ragioni del nostro sciopero rimangono tutte". Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, parla così dello sciopero generale del 6 maggio al via della manifestazione di sindacati a Marsala per il Primo maggio. Le ragioni per uno sciopero generale restano valide, dice, "vista la manovra finanziaria e le politiche che il governo si appresta a fare". Richiamando le parole di ieri del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Camusso dice che dalle parole del capo dello Stato arriva "un appello fondamentale: il problema oggi è la creazione di lavoro e contrastare la disoccupazione crescente in particolare tra i giovani di questo paese. Questo vuol dire investimenti, cantieri, scelte. Per farlo c'é una strada, quella di intervenire subito sul fisco: spostare la tassazione verso le grandi ricchezze, verso la finanza, in modo da avere un alleggerimento per lavoratori e pensionati e per le aziende che investono, ed avere così anche risorse per gli investimenti".