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Le nostre lacrime di genitori

non sono quelle di coccodrillo
Non si vive di solo pane. Verissimo... Un esempio noto è rappresentato dai coccodrilli che si avvicinano lentamente alle loro prede, le rassicurano muovendosi con cautela e, all'ultimo momento, quando è troppo tardi per qualunque reazione, scattano fulminei e non resta che il rumore delle loro mandibole.
Dopo aver mangiato, poi piangono, ma tutti sanno che non sono pentiti e che le loro lacrime servono per eliminare i sali in eccesso non essendo questi predatori capaci di sudare per via della loro spessa corazza.
Povero «Vittorino da Feltre», gloriosa scuola di Eugenio Montale e altri illustri personaggi... in molti abbiamo l'impressione che anche tu sia stato inghiottito.
Ti conforti il fatto che le lacrime versate per te da tanti ex alunni, ore genitori di altri, loro malgrado, ex alunni, sono autentiche.

Perché i meno dotati a scuola

poi hanno avuto più successo?
Il lettore Alberto Solano, che ha raccontato su queste pagine come un tempo gli studenti del Vittorino fossero coloro che non riuscivano ad avere un gratificante profitto al D’Oria o nelle scuole pubbliche non è fuori dal coro, perché la situazione degli anni '60 aveva qualche similitudine ma anche qualche differenza rispetto a quella citata degli anni '80. In genere al Vittorino da Feltre (ma anche agli Emiliani, Maristi & C.) la maggior parte degli allievi era di provenienza interna (elementari, medie, liceo) e poi c'erano le «new entries» dal D'Oria e dal Colombo. Negli anni '60 c'erano alcuni che passando dal D'Oria ad un istituto privato risorgevano a nuova vita scolastica, ma erano un 10 per cento, in quanto molti altri dopo il passaggio al Vittorino & C. dovevano passare ad altre scuole private, ma laiche per il «mitico» recupero dei due anni in uno con esami finali in luoghi sconosciuti e sempre di competenza di altri Provveditorati agli studi. Ovviamente, quanto da me visto negli anni '60 avveniva anche a Milano dove ragazzi che venivano al mare in riviera, ma sempre scarsi a scuola, dopo la scuola statale approdavano alla scuola privata laica e poi al San Celso dove con un esame di maturità ora a Bobbio ora ad Urbino (non c'era ancora l'Università di Camerino) raggiungevano il mitico diploma.
Non crediamo che all'estero le cose vadano in modo diverso perché «business is business» e posso citare il caso dell'Università inglese di Reading dove approdano tutti i respinti di Oxford e Cambridge e così anche a Reading ci sono dopo la laurea i «mitici» Masters che forse servono più a chi li organizza corsi piuttosto che a coloro che li frequentano.
Una cosa mi ha colpito in questi trent'anni e più di lavoro: di aver trovato ex studenti da «due anni in uno» in posizioni più alte della mia. Ma non solo. Qualche esempio:
- anestesista al San Raffaele (una persona che non sapevo avesse fatto il medico),
- magistrato (P.M) in un importante tribunale (una persona che dava due esami all'anno),
- dirigente industriale (un ex sindacalista, studente-lavoratore ma attivo a far politica sin da giovane).
Ed allora mi chiedo se faccio parte della legione dei fessi visto che noi, tanti diplomati e laureati normali, abbiamo avuto una vita lavorativa normale senza grandi carriere, mentre chi era «furbo» da ragazzo... si è posizionato meglio nella società. Segno che i criteri di selezione non sempre tengono conto del merito!