«La capitale è sporca? L’Ama va multata»

Il sondaggio ha un titolo ironico, ma il risultato non lascia speranze: l'Ama, azienda municipale per la raccolta dei rifiuti, è un fallimento continuo. Alleanza Nazionale si è presa la briga di sondare 2mila romani, un campione più che rappresentativo, attraverso un'indagine dal titolo significativo: «M'Ama... o non m'ama?». Il gioco di parole è chiaro, la risposta dei cittadini pure: la stragrande maggioranza boccia il servizio offerto dall'inefficiente municipalizzata romana. Vediamo più in dettaglio quali sono state le risposte dei 2mila romani alle domande scelte da Roberta Angelilli, capodelegazione di An al Parlamento Europeo, e Luca Malcotti, consigliere comunale. Addirittura l'89 per cento degli intervistati ritiene che i cassonetti dei rifiuti siano sporchi, il 76 dice che sono rotti, il 60 si lamenta dello scarso numero di raccoglitori presenti. Per l’83 per cento i cassonetti non sono in buone condizioni. Dati allarmanti e troppo spesso ignorati. Ignorati dalla stessa Ama, che pure di dati sconfortanti ne aveva forniti non pochi. Secondo la stessa municipalizzata, infatti, i cassonetti rotti erano 2.902 nel 2001, mentre nel 2004 erano saliti a 3.576. Le segnalazioni di mancata raccolta dei rifiuti erano poco più di 3.000 nel 2001 e oltre 5.500 nel 2004. Lo stesso dicasi per la mancata raccolta differenziata: circa 2.400 casi segnalati nel 2001, oltre 5.500 nel 2004. persino i lavaggi dei cassonetti sono aumentati negli stessi anni in maniera esponenziale: da 114 a 610. Ci sono poi i casi di mancato spazzamento, passati da 8.210 a quasi 14mila. Un fallimento certificato dalla stessa azienda. Dati un po’ più confortanti arrivano dalla raccolta differenziata. Ma non tanto dal suo funzionamento, quanto dalla conoscenza che ne hanno i cittadini. Il 60 per cento, infatti, dice di conoscere le modalità della raccolta differenziata, ma solo il 34 per cento pensa che funzioni nella propria zona, mentre solo per il 25 per cento è sufficiente il numero di cassonetti per questo tipo di servizio e solo per il 27 i cassonetti vengono svuotati regolarmente. Ancora dati impressionanti, dunque, che a tutti piacerebbe venissero commentati dal presidente dell’Ama, Massimo Tabacchiera.
Se poi si passa alla pulizia delle strade le cose vanno ancora peggio: per l’89 per cento dei romani la pulizia delle loro strade è insufficiente. I cittadini sondati hanno avanzato delle proposte concrete. Il 59 per cento chiede di assumere maggiore personale o di impiegare meglio quello già esistente, il 34 per cento, invece, pretende che l’Ama sia multata in caso di inefficienza del servizio. Sia Angelilli che Malcotti ritengono quest’ultima una soluzione non peregrina, ma denunciano un fatto: «Il contratto stipulato con l’Ama non prevede penali, come invece succede per l’Acea - sottolinea Malcotti - ecco perché le authority di controllo si sono lamentate». Quanto al sondaggio, Angelilli spiega che «sono state prese in considerazione solo quelle persone che ci hanno lasciato numero di telefono ed e-mail, abbiamo scartato gli anonimi per impedire che qualcuno pensasse a un sondaggio taroccato». Dunque, nessuna politicizzazione da campagna elettorale.
Al fallimento dell’Ama si accompagna un’altra scelta compiuta dalla giunta capitolina e denunciata da Malcotti: lo svuotamento sostanziale del «Servizio Giardini» di Roma. Al suo posto lavorano quasi esclusivamente delle cooperative. Risultato: spese aumentate e servizio peggiorato. E non è tutto. «L’Agenzia per il controllo dei rifiuti ha commissionato uno studio sullo stato del decoro urbano - racconta Luca Malcotti - ma i risultati non sono stati resi noti. Ora si capisce il perché». Molto soddisfatti per la serietà del lavoro svolto anche Cristiano Bonelli, capogruppo di An nel IV municipio, e Sara De Angelis, vicepresidente in II municipio, protagonista di un progetto per la sensibilizzazione ambientale. Perché l’ambiente non è patrimonio dei Verdi.