Il capitalismo? Un'invenzione dei cistercensi

Secondo lo studioso Michael Novak nei monasteri cistercensi ci furono i primi esperimenti di organizzazione autonoma e moderna del lavoro e dei mezzi necessari per produrre ricchezza

Da Wikipedia

La recensione di oggi è dedicata a un grande cattolico liberale, Michael Nowak. Scomparso da pochi mesi. Forse l'intellettuale cattolico che più ha combattuto con le armi della ragione il fenomeno socialista, quando questo sembrava inarrestabile. Ci ha spiegato prima di molti come la cristianità abbia creato il capitalismo.

Il luogo comune e soprattutto la straordinaria forza di Max Weber - col suo libro L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, 1905 - ha universalmente stabilito che l'origine del capitalismo sia da ricercare nelle città protestanti, nel calvinismo e così via. In un bello scritto che potete trovare in un sito dell'Istituto Acton (https://acton.org/pub/religion-liberty/volume-10-number-3/how-christianity-created-capitalism) Novak cerca di smontare questa tesi. E lo fa ricordando molti storici che raccontano una storia dell'Alto medioevo molto diversa da come ci è stata restituita. Lo storico Randall Collins - scrive Novak - sostiene che «furono le chiese, le parrocchie più di qualsiasi altro ente a porre in essere quelle che Weber definì come precondizione per la nascita del capitalismo: il rispetto della legge e una burocrazia che risolva in modo tradizionale le controversie; una forza lavoro specializzata e mobile; la forza nel tempo delle istituzioni che sola permette un orizzonte temporale agli investimenti insieme all'accumulazione del capitale; il gusto per la scoperta, l'impresa, la creazione di ricchezza e per le nuove sfide». Tutto ciò sostiene Novak, sulla scorta degli studi degli storici, si sarebbe espresso grazie alle articolazioni medievali della Chiesa.

Novak individua nei monasteri dei cistercensi i primi esperimenti di organizzazione autonoma e moderna del lavoro e dei mezzi necessari per produrre ricchezza, di azienda insomma. E persino al celibato religioso viene assegnato una sorta di influenza sulla nascita del capitalismo. Scrive Novak: «La nuova e diffusa enfasi sul celibato ha portato alla chiara e netta separazione tra l'ufficio e il personale e nella Chiesa ha rotto i tradizionali legami tra famiglia e proprietà che sono stati sublimati dal sistema feudale e dalla sua caratteristica di incroci familiari per motivi di affari. Il celibato ha inoltre fornito all'Europa una classe di persone straordinariamente preparata, motivata, colta, specializzata e decisamente mobile per l'epoca».

Insomma Novak in un breve articolo, scritto esattamente sette anni fa, ci ricorda come la nostra tradizione cristiana, ben prima di quella protestante, abbia posto le precondizioni per lo sviluppo del capitalismo, che nacque sostanzialmente dopo 700 anni in Inghilterra, grazie a scoperte e innovazioni tecnologiche che poterono svilupparsi anche grazie al lavoro fatto dalla Chiesa in quelli che vengono comunemente definiti, secoli bui.

Commenti

Una-mattina-mi-...

Dom, 25/06/2017 - 11:30

VA A FINIRE CHE INVECE IL MISTICISMO LO HA INVENTATO IL POPOLO

eras

Dom, 25/06/2017 - 18:16

L'umorismo di Porro non ha prezzo... perché era umorismo vero?

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Dom, 25/06/2017 - 20:39

Mettiamoci il pepe della cupidigia e la pappa sarà più saporita.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 26/06/2017 - 17:55

A me questa tesi di Novak non convince. Nel Medioevo il denaro era considerato lo "sterco del diavolo" (v. lo studio di Jacques Le Goff): avarizia, accumulo di denaro e cupidigia erano considerati peccati, e i frati, per ottenere la salvezza, predicavano la carità ed esaltavano la povertà come ideale incarnato da Cristo. In questo i monaci cistercensi non erano diversi dagli altri, anche loro facevano voto di povertà, anche se i loro monasteri, nel periodo di massimo sviluppo, erano molto produttivi e “reinvestivano i capitali”. Ma la forza propulsiva dei cistercensi si esaurì con la nascita degli ordini mendicanti, e tornarono all’austerità e al rigorismo. Viceversa, con l’etica protestante, Weber osservò che il profitto (e il successo) era un segno della grazia divina, per cui si ribaltò l’etica medioevale, determinando la nascita del capitalismo a partire dal Nord Europa.

Ritratto di uomochiunque

uomochiunque

Mar, 27/06/2017 - 10:53

“..... Infatti il soffio di vita che rigenererà la terra non può venire da un puritanesimo rigido” Già i templari hanno sviluppato le prime carte di credito, e creato spazi di gestione di beni e servizi conto terzi. L’età medievale non è stata per niente buia, secondo me l’oscurantismo non si trova nella Chiesa, ma si nel catastrofismo anticapitalista dei giorni nostri. Non è per meno che Leonardo da Vinci è venuto a Milano per studiare canali fatti in epoca medievale.

Maver

Gio, 29/06/2017 - 12:12

Grande stima per Porro ma questa tendenza deterministica a identificare nel Liberalismo e nel Capitalismo il fine ultimo del processo costitutivo dell'uomo europeo mi pare una tesi assai opinabile. Di esperienze proto-capitaliste è piena la storia (non solo quella europea), ma le finalità della Civiltà Medievale (nel cui alveo nacque l'esperienza cistercense) restano antitetiche alla Modernità (il che non giustifica certo una visione buia e oscurantista dell'eta di mezzo). Resto dell'idea che la modernità abbia dovuto sopprimere in modo cruento la visione medievale dell'esistenza (morte dell'Ancien Regime come ultima sua propaggine) per affermarsi e con essa il Capitalismo.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Ven, 30/06/2017 - 14:10

@Maver, una volta tanto, siamo d'accordo.