Il capo ultrà incappuciato era noto alla polizia

Ivan Bogdanov, il teppista
29enne vestito di nero, incappucciato e tatuato, è uno dei
leader della tifoseria della Stella Rossa. Ha diversi precedenti penali: per lesioni, aggressioni e possesso droga

Belgrado - Il ventinovenne serbo che ha guidato la rivolta degli ultras, mettendo a ferro e fuoco lo stadio Marassi di Genova, era ben noto alle forze dell'ordine del suo paese. Soprannominato Coi (si legge Tsoi) Ivan Bogdanov, il teppista vestito di nero, incappucciato e tatuato, secondo quanto riferito dall’emittente tv B92 è uno dei leader della tifoseria della Stella Rossa, appartenente alla fazione estremista e militante degli "Ultra Boys". La Stella Rossa è, con il Partizan, una delle due squadre di Belgrado. Fra i due club, e le rispettive tifoserie, vi è una storica rivalita che sfocia spesso in risse e violenze.

Precedenti con la giustizia Bogdanov, precisa B92, ha concluso la scuola media (che in Serbia dura fino a 18 anni) ed è attualmente disoccupato. Con la giustizia ha avuto a che fare almeno in quattro occasioni: per la partecipazione a una rissa, per lesioni e aggressione a pubblico ufficiale in servizio, per comportamento violento e per possesso di droga. Nel marzo 2005 in una perquisizione della sua abitazione a Belgrado la polizia aveva trovato 11,06 grammi di marijuana. In quell’occasione Bogdanov aveva ammesso di aver acquistato la marijuana per 1.200 dinari (12 euro al cambio attuale, allora una ventina di euro circa) per uso personale.