Capovaticano: una storia, una leggenda

La profezia degli dei, gli scrittori, gli editori, e ora un Premio letterario dedicato alla nota località calabra

"L'isola degli aranci sta dall'altra parte celeste e gialla e un poco verde nella sua breve lontananza, e in mezzo c'è un piccolo tratto di mare proprio piccolo ma non ho il coraggio di passarlo, padre non ho coraggio, (...) e del resto non tutti coloro che volevano la terra promesa poterono giungervi, non tutti furono degni dela sua stabile perfezione, e così verso sera cerco un posto da dove si possa guardare la Sicilia, di notte l'altra costa è una lunghissima distesa di lampadine con segnali rossi e bianchi (..) ecco qui mi costruirò con le mie mani un rifugio di pietre e penso che in conclusione questo potrebbe andare bene come luogo della mia vita e della mia morte".

Queste parole tratte da "Il male oscuro" di Giuseppe Berto, morto nel 1978 e sepolto nel cimitero di San Nicolò (frazione di Ricadi), immortalano la magia malinconica e suggestiva di Capovaticano, nota località calabra a 10 km. da Tropea sulla costa tirrenica. Qui a Capovaticano vive ancora la moglie di Giuseppe Berto che sposò quando ancora era una ragazzina, Emanuela. Lui era divenuto un famoso già con il suo romanzo d'esordio, per me il più affascinante, "Il sole è rosso" e decise di vivere in questo luogo sebbene fosse nato a Conegliano Veneto; chissà, la vista dei tre vulcani Etna, Stromboli e Vulcano cosa gli fecero scattare nella mente, fatto sta che da allora divenne un uomo del Sud.

A mantenere viva la sua memoria, un Premio letterario per giovani narratori, che si tiene ad anni alterni nel paese natale e in Calabria, a Capovaticano, davanti alle Eolie, tra agrumi e profumi mediterranei. E' in questo luogo che si intrecciano storia e leggenda a partire dall'antichità. Il promontorio di Capovaticano si estende tra il golfo di Santa Eufemia e Gioia Tauro e il tocco di magia sta proprio nel significato del suo nome. La leggenda fa risalire la prima etimologia a una radice ellenica: ai tempi del'antica Grecia , viveva in una grotta di questo promontorio un'indovina dal nome Manto. Era a lei che si rivolgevano i pescatori e i naviganti, ma anche le donne per conoscere il volere delle divinità. Pare che anche Ulisse in fuga fra Scilla e Cariddi si sia rivolto alla profetessa per conoscere la sua rotta e il suo futuro. Manto deriva dal greco "manteuo", ossia interpretare la volontà divina.

Così Capovaticano prese il nome di Mantineo, lo stesso nome dell'oracolo, lo sperone roccioso sottostante Capovaticano. L'asprezza e la bellezza di questi luoghi, ha conferito anche in epoca latina una certa sacralità a Capovaticano e al suo litorale, ribattezzato Costa degli Dei. Infatti in latino "vaticinium" significa oracolo ed è riconducibile a una figura in contato con le divinità come l'indovina Manto.

Ma non è finita qui. Un manoscritto del 1736 attribuisce il nome di Capovaticano a Scipione l'Africano che su questo tratto di costa sconfisse il pirata Grancane; si avventò su di lui urlando "Abbatte Cane". Da qui il nome Batticane e Batticano. Se ancora oggi questo luogo è circondato dal mistero , una cosa è certa, quella della presenza di insediamenti in epoca romana lungo il magnifico litorale. Tracce di templi, sepolcri, ville e oggetti legati alla vita quotidiana dei suoi abitanti sono stati scoperti da archeologi in diverse epoche. Dagli studi ne risulta che la comunità del luogo è sempre stata legata al commercio marittimo e dal Medioevo ai nostri giorni anche alle coltivazioni dell'entroterra.

Tropea e Ricadi sono mete ambite dai turisti, bisognose di restauri ma già additate da Manto che avrebbe profetizzato uno splendido futuro per le due cittadine. La Costa Bella o Degli Dei, ha un fondale roccioso ma splendide e lunghe spiagge bianche, come la baia del Tuono, le insenature di Groticelle e Santa Maria. Gode di un panorama mozzafiato il nuovo insediamento alberghiero di Capovaticano il Resort Thalasso del Grupo Accor, diretto da Carmine Aiezza, disegnato da architetti svizzeri e italiani ben sfruttando il terreno e il mare limitrofo, offrendo anche ciò che nell' antichità romana già si faceva, lo sfruttamento delle acque marine e delle sorgenti naturali.

Non a caso questo neo-resort ha una Spa che utilizza alghe, sali marinie una gamma di olii essenziali ricavati dagli agrumi e dalla vegetazione floreale locale per trattamenti rigeneranti e di bellezza. Insomma, qui la bellezza sta ovunque, l'avevano capito in tanti. Cito solo alcuni dei nomi illustri a partire da Corrado Alvaro (vi ricordate "Gente di Aspromonte"? Chi non lo ha letto a scuola?), l'editore Pino e suo figlio Manuel Grillo (Edizioni Settecolori), giuristi isigni come l'avvocato Fabrizio Falvo e la famiglia Morrone, Luigi Razza, poltico di quando la politica suscitava ancora tensioni e ideali, Raf Vallone, il grande attore di "Uno sguardo dal ponte", Aroldo Tieri, interprete principe della commedia italiana, Leonida Repaci (di Palmi), antifascista che fondò il Premio Viareggio e che scrisse la saga romanzesca dei Rupe, uno spaccato del'Italia degli anni Venti e Trenta e poi non vanno dimenticate le sorelle Mia Martini e Loredana Bertè, se vogliamo uscire dal campo "impegnato", le cui canzoni sono sempre sulle labbra dei locali e di chi qui ha preso casa.