Il cardinale guida i fedeli genovesi nella processione del Corpus Domini

Angelo Bagnasco in testa al tradizionale corteo che si snoderà a partire dalle 17 nel centro cittadino

È in programma per oggi, alle 17, la tradizionale processione del Corpus Domini per le vie cittadine alle presenza delle principali autorità genovesi. Alle ore 17 il cardinale arcivescovo Angelo Bagnasco presiederà la celebrazione dei Vespri solenni, quindi si snoderà la processione percorrendo piazza Della Meridiana, via Garibaldi, piazza Fontane Marose, via 25 Aprile, piazza De Ferrari, piazza Matteotti, concludendosi poi in piazza San Lorenzo. Durante il percorso saranno effettuate brevi soste in piazza Della Meridiana, piazza Fontane Marose e piazza Matteotti durante le quali il cardinale rivolgerà un pensiero ai presenti. La festa del Corpus Domini fu stabilita per tutta la Chiesa da papa Urbano IV nel 1264, ed alla sua decisione contribuì il celebre miracolo avvenuto a Bolsena, dove un sacerdote dubbioso sulla reale presenza di Cristo nell'Eucaristia, celebrando la Messa vide stillare sangue dall'ostia consacrata, sangue che ne macchiò le vesti. La troviamo celebrata a Genova dal 1313 e, sin dai primi anni, ebbe grande risonanza in città. Agli anni quaranta del Trecento, sembra risalga l'istituzione della processione in città, alla quale partecipava il Doge.
Gli annalisti ricordano come Simone Boccanegra, primo doge della Repubblica dal 1339, accompagnasse il SS. Sacramento nella processione portando lui stesso la fiaccola accesa. Le strade di Genova erano adornate con arazzi, rami e fiori a spese del Comune e dei privati, mentre nel 1553 fu fatta costruire dai Padri del Comune l'attuale cassa in argento entro la quale si porta il SS. Sacramento. Essa fu commissionata all'argentiere milanese Francesco De' Rocchi; la costruzione fu poi continuata a Genova da altri artisti fiamminghi che prestavano servizio presso il doge e che si valsero dei disegni di Luca Cambiaso. Il completamento dell'opera, al quale occorse più di un secolo, fu fatto dal veneziano Agostino Groppo ed altri artisti argentieri; alla fine l'arca risultò alquanto diversa dal progetto iniziale del De' Rocchi, ma senz'altro come la vollero i Padri del Comune «d'ogni bellezza e da stare al paragone di qualsivoglia altra». Nei secoli del barocco la processione si distinse per la grande solennità che le veniva conferita. Una descrizione coeva ricorda che ad essa, oltre all'arcivescovo ed ai canonici metropolitani, interveniva tutto il clero secolare e regolare, tutti i preti della città vestiti «in bellissimi et splendidi e ricchi abiti sacri». Il doge portava un'asta del prezioso baldacchino in argento (che, detto per inciso, fu poi inviato alla Zecca per essere fuso durante il governo della Repubblica democratica ligure nel 1797). La processione era preceduta dai consoli delle arti cittadine con le loro insegne, poi i collegi e le scuole cittadine, gli ordini monastici, le opere pie, le Confraternite e quindi una grande partecipazione di popolo. Le finestre delle abitazioni si ornavano con tappezzerie, drappi ricamati e lungo il percorso erano eretti grandi archi trionfali effimeri, alla realizzazione dei quali spesso concorrevano artisti genovesi di chiara fama.