Il cardinale Siri tra storia e fede

Angelo Coriandolo

«Sua obbedienza». Potrebbe essere descritto così il Cardinal Giuseppe Siri, uno dei maggiori protagonisti della Chiesa cattolica del Novecento e della storia contemporanea della Liguria. Arcivescovo di Genova dal 1946 al 1987, fu anche presidente della Conferenza Episcopale Italiana. La sua attività a favore di Genova e della popolazione civile nei giorni drammatici dell'occupazione nazista ebbe inizio, giovanissimo Vescovo Ausiliare, su mandato dell'allora Arcivescovo di Genova, Cardinal Pietro Boetto - spiegano all'Associazione di Volontariato Culturale «Edith Stein» di Rapallo che, con la collaborazione dell'Accademia Culturale di Rapallo, dell'Associazione Newman e con il patrocinio del Comune di Rapallo e della Provincia di Genova, ha organizzato un incontro nel centenario della nascita di Siri: «Un uomo fra storia e fede» si terrà oggi alle 16 nella Sala del Consiglio Comunale di Rapallo, piazza delle Nazioni 4.
Interverranno il presidente dell'associazione Edith Stein, Domenico Pertusati e il presidente dell'associazione J. H. Newman, Marco Di Antonio. Relatore sarà Monsignor Giacomo Barbino, Vescovo Emerito di Ventimiglia San Remo, che del Cardinal Siri fu segretario per quasi ventuno anni. «Il Cardinal Siri diceva che la carità più grande è condividere il sapere illuminando le menti e le coscienze - spiega Pertusati, - e la libertà più importante è quella dall'ignoranza. In questo senso la figura e l'opera di Siri si pongono in sintonia sia con gli scopi che si propone la nostra associazione che con la testimonianza culturale lasciataci da Edith Stein, alla quale il nostro sodalizio è dedicato. Il nostro programma - continua Pertusati - è variegato e non si limita alla filosofia». Materia alla quale sia Edith Stein (ebrea convertita al cattolicesimo, divenuta monaca carmelitana, martirizzata dai nazisti ad Auschwitz e proclamata co-patrona d'Europa da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 1999) che il celebre porporato genovese diedero notevole impulso. «Edith Stein tradusse in tedesco una delle più importanti opere di San Tommaso Questiones disputatae de veritate che aprì agli uomini del suo tempo i tesori della filosofia tomistica. Giuseppe Siri, insieme a Padre Agostino Gemelli, fondatore nel 1920 dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, fu un sostenitore convinto ed appassionato del tomismo recando un indelebile contributo alla cultura del Novecento». Giuseppe Siri fu anche profondamente vicino alla gente comune e comprese la necessità di approfondire le problematiche del lavoro istituendo i cappellani del lavoro. »Spesso - ricordano all'associazione Stein - visse incomprensioni e pregiudizi, animati sovente da superficialità teologica avversa e pregiudizi politici. Nel centenario della nascita (Giuseppe Siri nacque a Genova il 20 maggio 1906 e vi morì il 2 maggio 1989), sopita buona parte della “vis polemica” avversa, si può tentare di evidenziare l'autentica portata storica della sua attività».