Care colleghe non vedete i veri problemi

(...) alcuna lingua straniera, non la sanno insegnare, sanno a malapena accendere un computer e spesso nemmeno usare i software didattici. Facevano «progetti» a pagamento per insegnare la seconda lingua e l'informatica quando non erano obbligatorie. Hanno gridato allo scandalo e alla dittatura quando sono diventate materie curricolari con la riforma Moratti. Hanno la possibilità di frequentare corsi ministeriali di inglese gratis, e si lamentano. Aggiornamento solo a pagamento? Sì, sarebbe bello. Come sarebbe bello avere l'anno sabbatico, come in tutto il resto d'Europa per andarsi ad aggiornare.
Ma sta nella coscienza di ogni insegnante essere al pari con i tempi. C'è chi fa il responsabile informatico all'interno del circolo e poi giustifica l'accendersi lento di un computer con il fatto che «quella macchina non ha fastweb». Si giusto, cosa c'entra? Niente. È solo pura ignoranza e arroganza di chi crede, poiché insegna, di essere una persona arrivata che non ha più bisogno di nulla. La conoscenza è già nelle sue mani. Ma beati loro!
Ma soprattutto, dov’erano queste persone quando i nostri circoli didattici perdevano il tempo pieno? E sì perché non tutti sanno che a Genova il tempo pieno è in un numero limitato di classi su tutto il territorio. Se una scuola perde una classe a quaranta ore non la potrà mai più avere. Ma quest’anno che ad esempio la direzione didattiche Montaldo ha perso una prima elementare chi si è mobilitato?
E dov’erano queste persone quando il «concorsone» o «concorsaccio» del ministro Berlinguer avrebbe premiato solo i più meritevoli?
Ma non solo. Quanti circoli avevano l'insegnante prevalente sui moduli prima della Moratti, e quanti, pur di avere più alunni, hanno venduto i pomeriggi alle cooperative? Chi è nei collegi docenti lo sa che non sono stati diktat ministeriali ma solo decisioni dei docenti stessi. Come le ore di educazione fisica date ad allenatori professionisti a spese delle famiglie.
L'unica cosa che viene da dire è perché ogni ministro che salga al Governo debba cambiare la scuola proprio a partire dalle elementari. Noi che siamo alla cattedra da anni abbiamo davvero visto passare di tutto. Abbiamo dato i voti con le lettere, avevamo le schede di tre quattro pagine, ci hanno messo la firma della presenza all'entrata e all'uscita dalla scuola.
Ma ancora! Tutte coloro che sono per il sociale, dove sono quando mancano le insegnanti di sostegno per i bimbi in difficoltà e contro un Comune che sta facendo di tutto per affossarci i «poli gravi»?
Ben venga il grembiulino, più ordinato e sicuramente simbolo di uguaglianza. Meglio far vedere che un bimbo di Castelletto, non me ne vogliano, possa sfoggiare pantaloni e polo di marca e il suo compagnetto figlio di badante abbia gli abiti dimessi del figlio datore di lavoro di sua mamma o da un euro sul mercato? Un grembiulino nero li rende sicuramente tutti uguali!
*insegnante scuola primaria direzione didattica Montaldo