La carica degli stranieri Oltre 600mila in aula: romeni al primo posto

Cresce il numero dei figli di immigrati in età scolastica: più 14,5% rispetto allo scorso anno. Il numero più alto in Lombardia

da Milano

Un esercito enorme. Un esercito che cresce di anno in anno: solo nel 2008 del 14% rispetto al 2007. Un esercito che è lo specchio dei problemi che la scuola italiana si trova di fronte con il crescere dei flussi migratori verso il nostro Paese. Un esercito, quello degli scolari stranieri, che mette in difficoltà l’apprendimento degli italiani in una scuola che dovrebbe rispecchiare la loro cultura e servire il loro desiderio di conoscenza. Settembre è alle porte e tra i banchi di scuola maestre e professori dovranno prepararsi a trovare classi sempre più variegate e perciò sempre più problematiche. Secondo i dati del ministero dell’Istruzione, gli studenti stranieri raggiungeranno quest’anno quota 614mila, il 14,5% in più rispetto all’anno precedente e il 6,4% del totale. Numeri destinati a salire nei prossimi anni quando - secondo le previsioni - le aule degli istituti italiani potrebbero riempirsi di 750mila giovani di origine straniera (+8,3% nel 2010-2011). Una proiezione attendibile quest’ultima, basata sull’incremento registrato dal 2006-2007 al 2007-2008, quando gli stranieri nelle aule italiane sono aumentati di 70mila unità.
La scuola italiana, insomma, cambia volto e insegnanti e studenti di italiano avrannno non pochi ostacoli da superare. Perché le classi miste pongono problemi di apprendimento, con gli insegnanti spesso costretti ad un insegnamento a due velocità (il problema della conoscenza della lingua italiana resta forte) e aprono questioni pratiche sui metodi, le culture diverse con le quali si ha a che fare, le pratiche religiose e persino le abitudini alimentari. Prevalentemente romeni (93mila), albanesi (85mila) e marocchini (76mila), i ragazzi figli dell’immigrazione si concentreranno soprattutto nelle scuole elementari. È sul fronte dell’educazione primaria, infatti, che si registra la densità maggiore di stranieri (217.716 stranieri, il 7,7% del totale). Il dato scende, ma di poco, se si guarda al fenomeno nelle scuole medie (123.396, il 7,3% del totale), fino agli asili (6,7%) e ai licei, luogo dell’istruzione di secondo livello (4,3%). Tra le regioni più accoglienti ma anche più toccate da questa sfida si posiziona la Lombardia con 121.520 giovani stranieri, il numero più alto in assoluto. A guardare invece la percentuale rispetto alla popolazione scolastica al primo posto si piazza l’Emilia Romagna (58.521 studenti stranieri, pari al 10,7% del totale). Le classi più multietniche? Mantova in testa con il 14% di stranieri nelle aule, seguita da una città toscana, Prato (13,5%) mentre è sempre la Lombardia, con il suo capoluogo, ad avere la concentrazione più alta in termini assoluti (48.453 a Milano).
La conoscenza della lingua italiana resta lo scoglio più ostico da superare. Per questo il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha spiegato ieri che «è responsabilità della scuola far tornare a studiare l’italiano agli italiani e farlo imparare agli stranieri che vogliono vivere in Italia».