Carige ristruttura il polo assicurativo

Le due compagnie del gruppo genovese hanno riportato al proprio interno
la liquidazione sinistri e annullato le convenzioni che presentavano
un andamento tecnico negativo. E ora...

La ristrutturazione interna è quasi completata: ora è la volta di pensare alla crescita, imperniata sulla progressiva integrazione fra sportelli bancari e agenzie. È l’orientamento strategico di Carige assicurazioni e Carige vita nuova, che rappresentano il braccio della banca genovese nell’industria delle polizze.

Il rafforzamento del polo assicurativo rappresenta un capitolo centrale nel nuovo piano strategico 2011-2014 dell’istituto. Carige assicurazioni e Carige vita nuova sono presiedute da Alfredo Sanguinetto e guidate dall’amministratore delegato Diego Fumagalli. Sessantacinque anni, milanese, Fumagalli ha trascorso buona parte del proprio percorso manageriale nel gruppo Allianz, e dal febbraio 2008 è amministratore delegato di Carige assicurazioni e della consorella Carige vita nuova: in quest’intervista fa il punto sulla situazione e le strategie delle due compagnie che fanno capo alla banca genovese.

Domanda. Cosa è stato fatto per riorganizzare Carige assicurazioni?

Risposta. Nel 2008 è stato avviato un lavoro di rafforzamento patrimoniale, con un impegno importante da parte della capogruppo e di tutte le componenti delle due compagnie, attivando un intenso sforzo di riorganizzazione aziendale e pulizia del portafoglio.

D. Cosa avete fatto su quest’ultimo fronte?

R. Sono state disdettate convenzioni che presentavano un andamento tecnico negativo, come quella con la Lega nazionale dilettanti per le coperture contro gli infortuni dei calciatori e alcune polizze di Rc sanitaria, specie nel settore ospedaliero; in parallelo, però abbiamo acquisito anche nuovi clienti privati con un soddisfacente andamento tecnico. I risultati di questo lavoro sono positivi: nel 2010 si è ridotto il numero delle denunce di sinistro, e il trend è proseguito nei primi sei mesi dell’anno in corso. In parallelo si è pressoché conclusa la riorganizzazione del servizio di liquidazione sinistri, che in passato era svolto in outsourcing: quelli relativi alla convenzione con la Lega nazionale dilettanti, per esempio, erano interamente gestiti da una società esterna.

D. Quali interventi sono stati fatti?

R. Abbiamo riportato all’interno la gestione di liquidazione dei sinistri: questa scelta, che ha un impatto sul core business di una compagnia danni, ha prodotto molti vantaggi dal punto di vista economico, un maggior controllo sulla rete di fiduciari, medici e periti e la possibilità di offrire un miglior servizio ai nostri clienti nei sinistri Rc auto che ricadono nell’indennizzo diretto e in quelli relativi agli altri rami. Deve essere ancora completato il processo di miglioramento qualitativo della rete di liquidazione, attraverso corsi di formazione incentrati sia sulla componente tecnica sia su quella comportamentale. A parte gli interventi di natura tecnica, non meno importanti sono stati quelli di tipo organizzativo, specie a livello di top management. Nei mesi scorsi, inoltre, dopo la fuoriuscita di alcuni manager è stato rivisto il vertice dell’organigramma di Carige assicurazioni e Carige vita nuova in una logica di gruppo: in questo abbiamo corrisposto anche a precise attese dell’Isvap.

D. Quali interventi sono stati fatti?

R. Non essendo stato sostituito il precedente direttore generale, è stato inserito un nuovo responsabile per la direzione del personale e affari societari, affidata a Giuseppe Indizio; per l’area tecnica, cioè premi e sinistri, è stato inserito un direttore centrale, Guido Sommella. Con una modifica sostanziale rispetto al precedente assetto, la direzione commerciale, che a interim fa capo a me, è stata sdoppiata, con responsabili distinti per il canale agenziale e per quello bancario, affidati rispettivamente ad Alberto Tebon e Maurizio Longarini. Anche nel settore Ict-organizzazione vi è stato un importante ingresso con Andrea Molteni, che seguirà i principali progetti d’integrazione con la capogruppo. Grazie a questa serie complessiva di interventi, in pratica, nel giro di pochi anni il polo assicurativo di Banca Carige si è rinnovato in maniera sostanziale”.

D. Com’è organizzata la struttura di vendita?

R. Attualmente è formata da 667 sportelli bancari e 432 agenzie assicurative; per quanto riguarda i primi, dal 1990 ne sono stati aperti 214, di cui 103 in Liguria e gli altri in nove regioni, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Sardegna e Sicilia. Il piano strategico del gruppo Carige prevede per il 2014 una rete di 715 sportelli e 440 agenzie.

D. Nel primo semestre com’è andata la raccolta di Carige assicurazioni?

R. I premi complessivi sono stati pari a 346,2 milioni di euro rispetto ai 604,4 al 31 dicembre dell’anno scorso, di cui 205,3 nell’auto e 140,9 negli altri rami. Grazie all’incremento delle tariffe è stato registrato un aumento della raccolta Rc auto, pari a 179,2 milioni contro i 294,6 dell’intero 2010. Per quanto riguarda gli altri rami, una crescita consistente è stata registrata dagli altri danni ai beni, pari a 32,4 milioni contro i 40,7 alla fine del 2010, mente la Rc generale si è attestata a 42,3 milioni di euro rispetto agli 80,9 al 31 dicembre 2010. Al 30 giugno scorso, anche in seguito alla disdetta delle convenzioni relative ad altri rami, il peso della Rc auto sulla raccolta complessiva di Carige assicurazioni è salito al 51,8% rispetto al 48,7% alla fine del 2010.

D. Qual è stato l’andamento tecnico?

R. Il combined ratio si è attestato al 98,3%, oltre due punti in meno del 100,8% alla fine del 2010. L’indice di sinistralità è stato pari al 61,3% contro il 63,7% al primo semestre 2011, ma è migliorato il loss ratio corrente, sceso al 61,3% contro il 63,7% al 30 giugno 2011.

D. Com’è andata la Rc auto, che ha un forte peso sul portafoglio?

R. Nel corso del 2010, e l’intervento è proseguito nei mesi scorsi, sono state riviste le tariffe, che ora sono più equilibrate sotto il profilo territoriale; l’ultima manovra è stata realizzata nel giugno scorso. Nei primi sei mesi del 2011 è calata di oltre un punto la frequenza dei sinistri: in particolare di quelli che non rientrano nell’indennizzo diretto.

D. Come sta andando la vendita di polizze danni presso gli sportelli bancari?

R. All’inizio dell’anno sono state create due strutture incaricate di assicurare un coordinamento e una maggiore collaborazione con il canale agenziale: un gruppo di lavoro, formato da addetti della banca e delle compagnie, visita le varie filiali in modo da sviluppare le sinergie. I risultati: è in aumento la percentuale di clienti comuni ai due canali, ma c’è ancora molto da lavorare su questo fronte: sono infatti circa 92 mila sui circa 1,049 milioni della banca e gli 811 mila delle compagnie assicuratrici. Le modalità di collaborazione fra le due reti sono diverse a seconda delle diverse realtà territoriali.

D. In che senso?

R. Se si tratta di un’area in cui sono presenti sia agenzie assicurative sia sportelli bancari, questi ultimi possono offrire prodotti di tipo standard: nel caso di esigenze particolari, la banca segnala il cliente all’agente, che a sua volta può offrire conti correnti, mutui e altri prodotti finanziari. Non ha dato grandi risultati, invece, la presenza di agenti all’interno delle filiali. L’aumento dell’incidenza del canale bancario sulla raccolta complessiva, attraverso la vendita di polizze auto, casa e per le piccole e medie aziende rappresenta uno degli obiettivi del piano strategico di Banca Carige, anche attraverso una maggiore collaborazione con Creditis, la società del gruppo che è nata due anni fa e opera nel credito al consumo.

D. Quali sono le polizze danni offerte in banca?

R. Sono coperture per la casa, malattia, infortuni e a protezione del mutuo. Il primo giugno scorso, inoltre, in un’area della Liguria in cui non vi sono agenzie assicurative è partita a livello di test la vendita di polizze Rc auto. Si tratta dello stesso prodotto distribuito attraverso la rete agenziale: sono stati realizzati due call centre, uno per assistere nella vendita gli addetti allo sportello e l’altro per i clienti che devono denunciare un sinistro. L’obiettivo è di ampliare la gamma con prodotti per le piccole imprese, che per le banche del gruppo rappresentano una quota importante della clientela.

D. Nei primi sei mesi qual è stato l’andamento di Carige vita nuova?

R. La raccolta complessiva si è attestata a 339,9 milioni contro gli 893,1 del 2010, di cui 306,6 prodotti dagli sportelli bancari e 33,3 dalla rete agenziale: nel primo caso il portafoglio è costituito quasi interamente da polizze rivalutabili, nel secondo da rivalutabili e contratti di capitalizzazione. Il budget prevede per la fine dell’anno una raccolta complessiva pari a 939 milioni: il calo registrato a livello complessivo nel primo semestre è in linea con il mercato. Stiamo cercando di spingere soprattutto sui prodotti a valenza assicurativa, come le temporanee caso morte, mentre registrano una certa stabilità le coperture legate ai mutui.

D. Quali sono i programmi per la rete agenziale?

R. Negli ultimi tre anni sono state aperte circa 100 agenzie e ne sono state chiuse una quarantina che non producevano risultati positivi: per i prossimi anni è previsto un modesto incremento nel numero complessivo, a causa della chiusura di alcuni punti vendita che presentano un andamento tecnico non soddisfacente. Non vogliamo sviluppare ulteriormente la presenza al sud, ma neanche abbandonare le regioni meridionali, dove fra il 2009 e il 2011 sono state aperte circa 15 agenzie.

D. Sul fronte assicurativo, quali sono le principali previsioni del piano strategico 2011-2014 del gruppo Carige?

R. La raccolta dovrebbe attestarsi a 618 milioni di premi danni e 1,304 miliardi nei rami vita: rispetto ai 605 e 893 del 2010, sono previste crescite medie annue dello 0,5% per i primi e del 9,9% per i secondi. Un incremento rilevante è previsto per i premi incassati attraverso il canale bancario, che dovrebbero passare dai 12,2 del 2010 ai 17,5 dell’anno in corso sino ai 51,6 per il 2014. La crescita dovrebbe riguardare sia i rami elementari sia la Rc auto: i primi dovrebbero aumentare dagli 11,6 milioni del 2010 ai 22,4 del 2014, i secondi da 0,6 a 25,1 milioni. Per quanto riguarda i rami vita, nel 2014 il 90% della raccolta dovrebbe venire dal canale bancario.

D. Quali sono gli obiettivi sul fronte dei conti dell’esercizio?

R. Il risultato netto di Carige assicurazioni dovrebbe passare dalla perdita di 6,1 milioni del 2010 a un utile di 2 milioni nel 2011 sino ai 31 attesi per il 2014; quello di Carige vita nuova, invece, dai 16,5 del 2010 ai 17,5 per quest’anno e ai 22,6 milioni attesi per il 2014.

D. Come pensate di riuscirci?

R. Oltre alla pulizia del portafoglio e alla riorganizzazione della struttura distributiva, con la chiusura delle agenzie in perdita, è prevista una revisione strutturale della tariffa Rc auto e di quelle relative alle polizze dei rami elementari. Sul fronte della crescita un contributo decisivo dovrebbe venire dalla condivisione dell’ampio bacino di clienti del gruppo, circa 1,9 milioni di persone.

D. Come vede le prospettive di sviluppo del mercato assicurativo?

R. Continua a essere pesantemente condizionato dalla situazione dei mercati finanziari, che non aiutano a compensare l’andamento tecnico. Nella Rca bisogna stabilire regole precise per la liquidazione dei danni fisici, mentre quella delle lesioni più gravi prevede indennizzi decisamente più elevati rispetto a quelli che, a parità di condizioni, sono previsti negli altri Paesi. Le compagnie devono fare la propria parte, ma sono indispensabili anche interventi a livello di sistema: in Francia, per esempio, esiste una bad company che assicura gli automobilisti che hanno provocato più sinistri. Lo sviluppo degli altri rami è frenato invece dalla ridotta capacità di spesa delle famiglie italiane. In prospettiva, inoltre, bisogna tener conto della normativa di Solvency II, che richiederà un maggiore assorbimento di capitale per le compagnie che operano nei rami danni.