Carlo Arzani: «Il nostro istituto di credito è da sempre attento a queste iniziative»

Con Carlo Arzani, vicedirettore generale di Banca Carige, esaminiamo la nuova interessante proposta rivolta agli under 30.
Cosa fa Carige per i giovani, quali sono i servizio mirati per chi ha dai trent'anni in giù?
«Chi ci conosce sa bene che Carige da sempre è attenta ai giovani, un segmento di mercato cui dedichiamo un occhio di riguardo, attivando iniziative di rilievo e prodotti specifici, dal Conto Young, al Conto Giovani. Quest'anno Carige propone il progetto “Stile Giovani”: l'offerta di un'ampia gamma di servizi bancari utili per realizzare iniziative che vanno dalla scuola, al lavoro, al tempo libero e rivolte ai giovani (da 0 a 29 anni). Abbiamo messo a punto specifici conti correnti, depositi a risparmio e servizi dedicati, anche per i giovanissimi».
Per gli studenti che finanziamenti ci sono?
«Fino a mille euro a tasso zero per l'acquisto dei libri di testo. Fino a 1550 euro, sempre a tasso zero, per l'acquisto del computer, fino a 10mila euro, con tasso parametrato all'Euribor 6 mesi per l'iscrizione all'Università o a un Master. Per altri progetti di studio sono possibili finanziamenti fino a 20mila euro, a tasso variabile indicizzato (Euribor 6 mesi) con applicazione di spread».
Altre soluzioni per tutti gli altri?
«A seconda delle esigenze (se si è studenti, lavoratori o quant'altro), si possono avere conti correnti “su misura”, dal conto “Stile Libero” al conto “Stile Futuro”, con operazioni illimitate, senza costi aggiuntivi, operando al telefono e via Internet, oltre alla carta Pagobancomat gratuita. Sul piano tecnologico, è possibile per i maggiorenni accedere direttamente, tramite Internet, ai propri conti, espletando un'ampia gamma di operazioni (di fatto tramite tale canale è possibile effettuare le principali funzioni di sportello)».
Comunicare ai giovani, nel loro linguaggio non è facile, soprattutto per una banca. È vero?
«In un certo senso sì. La nostra campagna pubblicitaria prevede messaggi dinamici e diretti: un po' come sono i ragazzi, per comunicare al meglio e attraverso le forme di espressione a loro maggiormente gradite, come Mtv, la tv più seguita dai giovanissimi. Gli under 30 rappresentano la classe produttiva del futuro, un patrimonio di clientela potenziale da sempre di nostro interesse. Per questo stiamo studiando servizi adatti a loro, anche di tipo interattivo, da esprimere nel modo più chiaro e diretto possibile».
Carige da anni segue questa politica rivolta ai giovani?
«Come ho già detto l'attenzione ai giovani è un atteggiamento che ci ha contraddistinto sempre. Questo comportamento ci ha premiato. Siamo una banca leader: secondo un sondaggio, che abbiamo commissionato a fini statistici e di marketing, in particolare in Liguria e nel Basso Piemonte, siamo riconosciuti come una delle principali banche a cui rivolgersi».
È vero che una politica rivolta ai giovani, quella che sta facendo Carige, ripaga anche in termini di fidelizzazione del cliente? Quali sono le difficoltà?
«Innanzitutto non sempre i ragazzi vogliono aprire un conto corrente: spesso si limitano a gestire “la paghetta” che ricevono dai genitori. Però è anche vero che educarli presto al risparmio e a un'oculata gestione dei soldi è un vantaggio, nell'ottica dell'autonomia. Carige ha pensato a questo, quando ha messo a punto i vari conti corrente e servizi dedicati agli studenti e non solo a loro, ma anche ai giovani che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro. La fidelizzazione è un altro concetto importante, a cui pensiamo quando proponiamo i nuovi servizi, nell'auspicio di creare occasioni di incontro diretto in filiale con i giovani e instaurare con loro, da subito, un rapporto proficuo e duraturo nel tempo».
Conquistarsi una nuova fetta di questo mercato è difficile?
«Non è facile, ma raccogliamo volentieri la sfida. Le occasioni per i giovani in Carige ci sono e sono numerose. In chiusura, ci permettiamo di sottolineare che la nostra banca, fortemente radicata sul territorio, appoggia le iniziative e l'intraprendenza dei ragazzi, perché sappiamo che sono loro il futuro dell'economia».