Caro Moratti, non derubi i tifosi interisti

Da quanto ci tocca vedere sui campi, prende corpo l’ipotesi che oltre ad aver vinto i campionati scorsi e a vincere quello in corso, l’Inter vincerà anche i prossimi dieci. Ma non è questo a spaventare, quanto la noia di un calcio solo, nerazzurro, più nero che azzurro dato che Balotelli fa parlare di sé sia quando gioca sia quando non gioca.
A incrementare il dibattito sull’afrobresciano ci si è messo pure Moratti, scandalizzato dai cori burini dedicati all’attaccante, perfino in sua assenza, dai tifosi della Juventus. Capisco. Insultare un ragazzo di vent’anni non è gentile e neppure civile. Ma da qui a farne una tragedia del razzismo ce ne vuole. Se fosse vero che i nostri connazionali odiano Balotelli per il colore della pelle, non fischierebbero solo lui ma tutti i suoi colleghi, numerosi nell’Inter e in altre squadre. Evidentemente il motivo dell’intolleranza verso di lui, che si traduce in canzoncine oscene, è un altro.
Quale? Il problema è che il giovanotto è un campione in ogni senso, anche di maleducazione, e si è segnalato alle curve degli stadi per gol bellissimi e atteggiamenti da bullo. Ciò non giustifica certo la par condicio della villania cui si appella il pubblico onde replicare a Balotelli, però, di grazia, non si confonda la volgarità con la discriminazione.
E se Moratti afferma, come ha affermato, che qualora udisse ancora un coro screanzato contro il suo pupillo, ritirerebbe la squadra pluriscudettata rinunciando a concludere la partita, si merita il Bamba della settimana. Infatti punire quarantamila spettatori perché mille sono zoticoni equivale a derubarli tutti del prezzo del biglietto, e a truffare milioni di telespettatori che hanno pagato fior di soldi per sottoscrivere l’abbonamento.
Caro Presidente, d’accordo che per lei una manciatella di euro è poco più di una pompatina di petrolio; per noi invece no: sborsarli senza che il pallone giri, fa girare le palle.