Carolina e le altre si raccontano

«Antonio dice che sei un angelo. Per te lui è un diavolaccio?» Carolina Marcialis, 17 anni, pallanuotista genovese in forza alla Diavolina a Nervi ma soprattutto fidanzatina di quel grande campione che si chiama Cassano, sorride felice, con quel suo sorriso fresco, pulito e sincero. È stata lei la protagonista di una bella iniziativa organizzata a Carignano dal centro di fisiochinesiterapia del professor Francesco Berti Riboli, attivo alla casa di cura Villa Montallegro, in uno scenario fatto soprattutto di belle donne genovesi, di ragazze in cerca di play boy, ma anche curiose di apprendere qualcosa di utile in fatto di salute.
Accanto a lei altri due bellissime sportive di casa nostra: Paola Cavallino, nuotatrice trentunenne genovese specialista dei duecento farfalla, argento europeo 2004 presente anche alle recenti olimpiadi di Pechino, e ancora Silvia Salis una splendida ammucchiata di capelli biondi specialista nel lancio del martello qualificata a ventidue anni alle olimpiadi di Pechino.
L’idea di Berti Riboli era quella di far raccontare a queste tre donne le loro storie tutte diverse che sono andate oltre lo sport. Paola, già mamma, ha raccontato i suoi primi anni da sportiva ed ha confermato che si può essere una ottima mamma ma anche una ottima nuotatrice. Silvia, dal canto suo, ha raccontato dei suoi primi lanci col martello, uno sport non proprio femminile ma ricco di molti stimoli (pensate quando sarà moglie come dovrà comportarsi l’adorabile suo marito). Naturalmente con Carolina Marcialis si è chiacchierato di tante cose e tutti volevano entrare un po’ nel vivo della sua bellissima storia d’amore con Fantantonio: «Hai mai pianto per Antonio?». Lei abbozza e risponde sorridendo: «Antonio è un ragazzo normale come tutti gli altri e con lui soprattutto mi diverto». E ancora: «Preferiresti una tua vittoria alle olimpiadi o uno scudetto della Sampdoria?». Risposta immediata: «Assolutamente una vittoria alle olimpiadi». Le si chiede poi se le dà fastidio questa popolarità e lei risponde: «Non credo di essere tanto popolare comunque vivo tranquillamente i miei diciassette anni». Al termine grandi applausi per tutte le tre stelle e un flash particolare al professor Berti Riboli che (memore di tutte le sue conquiste femminili del passato) si è lasciato fotografare abbracciato alle tre divine della serata.