Casa, nessun decreto venerdì in cdm Governo-Regioni: "Piano per martedì"

Incontro fra esecutivo e governatori sul piano di sostegno all’edilizia. Berlusconi: "Nessuna marcia indietro, ma ascolteremo le Regioni". Bresso (Piemonte) e Lombardo (Sicilia): "No al dl e nessun accordo per venerdì. La materia è concorrente, la proposta dev'essere comune". Ultimatum del governo: "Trovate un accordo entro martedì". Franceschini (Pd): "Si rispetti il paesaggio"

Roma - L'unica cosa certa è che il decreto sul piano casa non ci sarà. Almeno non nel cdm di venerdì. Dopo il faccia a faccia tra governo e governatori lo strumento del dl finisce nel cassetto. Lo annunciano i presidenti di Regione. Lo confermano dall'esecutivo. Ora il governo punta a ottenere "una soluzione condivisa" con le Regioni sul piano casa "entro martedì". Poi verrà convocata un’altra conferenza Stato-Regioni. Lo spiega il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto. E tocca al sottosegretario Gianni Letta fissare un limite preciso: 72 ore di tempo. "I governatori dovranno mettere a punto un inventario delle misure da introdurre in un provvedimento che dovrebbe essere varato in Cdm". È quanto avrebbe chiesto Letta che ha sollecitato la costituzione di un tavolo tecnico-politico che si terrà nell’ambito della conferenza Stato-regioni prevista oggi pomeriggio nella sede del ministero degli Affari regionali. Esultano gli enti locali. Vasco Errani (governatore dell'Emilia-Romagna) e Leonardo Domenici (presidente dell'Anci) apprezzano: "Siamo sul binario giusto".

Decreto bocciato Il presidente del Consiglio prova a dribblare le polemiche e rilancia il piano "per i giovani e le famiglie senza casa". Un piano che, sottolinea il premier, coinvolgerà Regioni, Comuni e sistema bancario italiano. Ma Mercedes Bresso (governatore del Piemonte) blocca tutto: "Le Regioni dicono no all’unanimità a un decreto legge per il piano casa. Dubbi sulla possibilità che si possa trovare un accordo entro venerdì". Più ottimista Silvio Berlusconi: "Si è parlato con le Regioni di una collaborazione più importante per un grande piano casa, che non è questo piano casa (quello a sostegno per l’edilizia, ndr), per rispondere all’esigenza delle famiglie e dei giovani che non hanno una casa o non possono permettersela. I presidenti delle Regioni si sono detti favorevoli a concordare con loro un grande piano che mobiliterà le regioni, i comuni e il sistema bancario italiano".

Berlusconi: sì al confronto Sulla decisione se fare o meno un decreto legge per il piano casa "discuteremo con le Regioni" che si sono dette contrarie. Per verificare quale provvedimento varare, sarà convocato "un tavolo tecnico nel pomeriggio all’interno della Conferenza unificata". Lo ha chiarito Berlusconi. Comunque, ha aggiunto, "noi ci terremo la possibilità di decidere" quale strumento usare. 

"Nessuna frenata, nessuna marcia indietro" Il governo, ha ribadito Berlusconi, non intende comunque tirarsi indietro. Il provvedimento sulla casa riguarda "quasi il 50% delle abitazioni, che sono monofamiliari o bifamiliari. Dalle ultime notizie che abbiamo sono il 25-28% delle monofamiliari e il 13-15% le bifamiliari. Quindi il provvedimento - ha aggiunto il premier - riguarderà quasi il 50% delle famiglie italiane e non le ville come ho letto stamattina". 

Il no delle Regioni Prima dell'inizio della conferenza delle Regioni era emerso un secco no al decreto del governo sul piano casa. Le Regioni si sono dette comunque disponibili a lavorare a un accordo più ampio che porti alla semplificazione della normativa e degli investimenti edilizi. Finita la riunione il parere non si modifica. Dopo l'annuncio della Bresso tocca a Raffele Lombardo, governatore siciliano, rimettere i puntini sulle i: "Alla riunione del consiglio dei ministri di venerdì non ci sarà nessun decreto sul piano straordinario della casa. Adotteremo un metodo diverso rispetto alla bozza presentata: la proposta sarà comune perché la materia è concorrente".

Il consiglio di Bossi Il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, ha ribadito l'importanza che prima di varare il piano casa si tratti con le Regioni. "Ieri sera l’ho detto a Berlusconi che molte Regioni, ad esempio la Lombardia, hanno già il loro piano casa. Meglio trattare con loro e trovare l’accordo, così si evitano scontri" ha detto il leader della Lega parlando con i giornalisti alla Camera. A chi gli domandava se il piano casa andrà al prossimo Consiglio dei ministri e se sarà un decreto, Bossi ha risposto: "Prima si trovi l’accordo con le Regioni".

I governatori Diverse e articolate le posizioni dei governatori italiani. Ma è emersa comunque una linea comune: si può lavorare trovare una soluzione. "È un’idea positiva ora dobbiamo trovare un modo per realizzarla" ha detto il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. "Anche sugli ammortizzatori sociali partivamo da posizioni lontane ma troveremo una soluzione". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, ha detto che "si può trovare una soluzione, purché sia nel rispetto della legalità e della costituzionalità, per rilanciare l’economia e l’edilizia". Claudio Martini, presidente della Toscana, sottolinea che "se ci sarà un terreno utile noi offriremo una disponibilità a procedere per la semplificazione amministrativa, la velocizzazione degli iter che riguardano noi ma anche gli organi centrali. Quello che chiediamo è che non ci siano prevaricazioni di competenze, perché provocherebbero un vulnus difficilmente recuperabile".

Franceschini: "Rispettare il paessaggio" "Il Pd è pronto ad un confronto sul nuovo piano casa che il governo metterà a punto, a patto che ci siano sufficienti garanzie a tutela del paesaggio". Lo dice il segretario del partito Dario Franceschini. "È evidente - premette - che non si può governare con gli slogan. È stato ritirato il decreto-cementificazione che avrebbe creato danni spaventosi, adesso si vuole fare un piano casa d’intesa con le Regioni, i Comuni, che rilanci l’edilizia e risolva la questione abitativa...". Continua Franceschini: "Siamo pronti a discutere senza pregiudizi, dopo che avremo visto il nuovo testo, a condizione che siano norme che non facciano correre il rischio di una devastazione del paesaggio. Su questo saremo intransigenti".

Idv: una presa in giro Duro l'attacco dell'Italia dei valori. Il partito di Di Pietro non si fa scappare l'occasione per attaccare il premier: "Berlusconi ancora una volta ha preso in giro gli italiani. Il tanto sbandierato piano casa in realtà dà solo la possibilità ai ricchi di ampliare ville e villette in campagna. Un’altra dimostrazione che il governo fa spot e cerca di affrontare la crisi economica solo con la politica degli annunci". Lo afferma il capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori, Massimo Donadi.