Casini: "L'Udc al voto da sola mi candido come premier" Fi attacca: "Un grave errore"

Pierferdinando Casini rompe definitivamente con Berlusconi e dice addio al Pdl. E lo fa con un attacco durissimo contro il Cavaliere, segno di una fratura profonda, insanabile &quot;<a href="/a.pic1?ID=241800" target="_blank"><strong>Dopo 14 anni di collaborazione</strong></a>, dico all'amico Silvio Berlusconi una
cosa chiara e semplice: non tutti in Italia sono in vendita&quot;. In campagna elettorale, aggiunge l'ex presidente della Camera, &quot;parlerò un linguaggio di verità e responsabilità&quot;. <a href="/a.pic1?ID=241795" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">Fi: persa un'occasione storica</font></strong></a>

Mestre - "Dopo 14 anni di collaborazione, dico all'amico Silvio Berlusconi una cosa chiara e semplice: non tutti in Italia sono in vendita". Pier Ferdinando Casini scioglie la riserva sul rapporto con il Pdl e, dalla sala Dogi del centro congressi del Russopp Hotel di Mestre, annuncia: l'Udc si presenterà da solo alle elezioni di aprile e lui sarà il candidato premier dei centristi. In campagna elettorale, aggiunge l'ex presidente della Camera, "parlerò un linguaggio di verità e responsabilità". Casini non si nasconde la "difficoltà dell'impresa", ma tira dritto: "Ci sono tanti italiani - dice - che non si sentono di delegare il proprio futuro a chi è in campo. Non a Bertinotti o Veltroni, che sono simboli di una coalizione che ha fallito nella storia". Ma nemmeno, è l'attacco di Casini al partito di Berlusconi e Fini, "a una nuova formazione populista e demagogica, una grande arca di Noé che può comprare i marchi ma non gli uomini e le idee".

"Al voto col nostro simbolo" "Faremo, come stabilito dalla direzione, una campagna elettorale con il nostro simbolo e le nostre bandiere", ha ribadito Pierferdinando Casini, dopo l'annuncio del ribaltone e della decisione di fare una corsa elettorale solitaria.

"Il veto di Fini? Non mi interesa più..." Pier Ferdinando Casini non si cura di sapere se An ha posto o meno un veto sull'Udc a Berlusconi e dice all'ANSA: "Non mi interessa più. Questo è un problema loro, non mio. Io adesso guardo avanti". Alla domanda sull'ipotesi di una ricomposizione del rapporto con Berlusconi, Casini replica affermando: "Di cosa stiamo parlando? Di niente". Poi l'ex presidente della Camera ribadisce che l'Udc "inizia una campagna elettorale difficile, ma spero che in Italia ci siano tanti che non vogliono lasciare in mano il proprio futuro alla sinistra che ha fallito non solo sul piano internazionale, ma anche sulla recente esperienza di governo e a una formazione politica che tutela forse più i propri interessi che quelli generali".

Pezzotta: "Rosa Bianca disponibile al confronto" La Rosa Bianca non chiude all'ipotesi di un dialogo con l'Udc di Pier Ferdinando Casini che oggi ha annunciato che correrà da solo. "La nostra disponibilità al confronto resta - fa sapere il presidente del nuovo soggetto centrista, Savino Pezzotta - ora sta a lui decidere". Pezzotta precisa comunque che questa apertura di un dialogo ha come precondizione "la pariteticità" e "l'eticità nelle candidature".