Il caso assurdo di pazzia democratica

Dal terrorismo mediatico in atto sem­brerebbe che alcuni pazzi cattivi, natu­ralmente di destra, starebbero riapren­do i manicomi-lager in Italia per depor­tare e torturare i pazzi buoni

La demagogia nuoce ovunque, ma fa più male quando è sulla pelle dei malati. C’è un’ennesima mobilita­zione der valoroso collettivo de sini­stra in difesa della legge 180, dogma in­toccabile nonostante 35 anni di trage­die.

Dal terrorismo mediatico in atto sem­brerebbe che alcuni pazzi cattivi, natu­ralmente di destra, starebbero riapren­do i manicomi-lager in Italia per depor­tare e torturare i pazzi buoni. Ho letto il testo della legge approvata in commis­sione con i voti del centrodestra e non c’è traccia di riapertura dei manicomi; c’è invece la ragionevole esigenza di cu­rare e tutelare i malati di mente e non la­sciarli allo sbando come fece la legge di Basaglia, con la sua generosa ma nociva utopia, perno ideologico di Psichiatria Democratica. Follìa è credere che un de­mente grave sia in grado di decidere da solo. L’autore della nuova legge è uno psichiatra (di destra), Carlo Ciccioli, di Ancona; la legge è sostenuta da autore­voli psichiatri e dalle associazioni di fa­miliari, e da oggi riprende l’iter parla­mentare per farsi legge.

Mi occupai più volte sin da ragazzo del tema perché al mio paese c’era un grande manicomio e denunciai i drammi sorti dalla chiusura al buio dei manicomi, con dementi e famiglie in balia di se stessi. Per superare i ma­nicomi senza abbandonare i malati, don Pasquale Uva, fondatore di ospe­dali psichiatrici a sud, progettò 60 an­ni fa i villaggi postmanicomiali. Pro­getto precoce per il suo tempo e tardi­vo per lui. È tempo di ripensarci, anzi­ché fermarsi all’intoccabile dogma di Pazzia Democratica.

Commenti

saraceno eduard...

Mer, 04/07/2012 - 11:36

Anche Graziano Mesina l'amico di Kossiga riuscì a farsi rinchiudere in un manicomio !!! Invece i ceffi lombricosi della finanza italiana non si possono usare al posto dei bigat-tini?????? Caccia ai barracuda, agli squali, orche.........

pieropomiga

Mer, 04/07/2012 - 14:09

35 anni di tragedia, dice il genio Veneziani? e la tragedia che c'era prima, non se la ricorda più nessuno? Non é un caso che la nuova legge sia caldeggiiata dalle associazioni dei familiari, proprio quei familiari che sono alla radice di tanti casi di cosiddetta pazzia, e che cercano di liberarsi del fastidio del parente non del tutto normalizzato

giovanni alfano

Mer, 04/07/2012 - 15:32

Non e'migliore la pazzia democratica che quella antidemocratica?

gigggi

Mer, 04/07/2012 - 15:50

Queste sono le scelte che differenziano un uomo dall'altro...e veneziani la butta sempre su destra e sinistra.........una vera ossessione.Avendo piu' anni di veneziani io lo ricordo bene il manicomio di bisceglie e c'è un detto fra i pugliesi " vattinne a bisceglie" per indicare pazzia presente e ricordo quali e quanti poveri cristi sono passati per quei corridoi...quante persone maltrattate, legate a sedie di contenimento, torturate schifate tanto da augurarsi una legge basaglia basata su utopie ( son d'accordo con veneziani solo qui)...ma non posso esprimere un giudizio non essendo un addetto e non scegliendo di essere di sinistra e di destra , su un eventuale riapertura dei manicomi e credo che neanche veneziani possa farlo essendo un giornalista fra l'altro apertamente schierato...ma è una mia opinione contestabilissima e rispondo a blues 188...opinione ...mio caro, percio'.......opinabile!!!!!!

Ritratto di robertoguli

robertoguli

Mer, 04/07/2012 - 16:44

Rimanere fermi alla situazione attuale è la constatazione di non essere capaci di migliorare cambiando. Oggi giorno il problema è vero e palpabile, forse vale la pena intraprendere nuove strade per dimostrare di avere delle idee e continuare a lasciare spazio a chi si impegna in tal senso anche se qualche volta il suggerimento può risultare improduttivo. Condivido l'opinione di Veneziani sui dogmi intoccabili che producono solo muffa. Distinti saluti. Roby

lunisolare

Mer, 04/07/2012 - 16:50

Il disagio mentale non è una questione politica è una questione sociale molto delicata in quanto si parla di persone che vivono un particolare stato della coscienza che non gli permette di esercitare il libero arbitrio in quanto soggetti ad alterazioni biologiche che ne compromettono la funzionalità cerebrale. La legge Bisaglia nasce da un esigenza reale dovuta alle condizioni limite in cui erano ricoverati i malati ed una condizione fuorviante degli psicofarmaci in grado di risolvere definitivamente il malessere, curano gli effetti e non le cause, ed il pregiudizio che la follia fosse una forma di espressione soggettiva comportamentale, chiaramente la chiusura dei luoghi di cura ha causato problemi alle famiglie dei pazienti lasciate sole a gestire un'emergenza troppo grande per loro. Movimenti come no-pazzia hanno causato danni ai malati ed hanno dato una pessima informazione riguardo la malattia mentale e ora di porre rimedio con l'apertura di centri specializzati a riguardo.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mer, 04/07/2012 - 22:04

Un tempo per i tre classici soggetti "devianti" (il delinquente, il pazzo e la prostituta) vi erano tre luoghi appositi di detenzione: le carceri, i manicomi e i bordelli. E' cambiato il punto di vista su tali devianze, e sono stati chiusi i bordelli e i manicomi: non si è voluto più pensare che potessero esistere luoghi deputati alla custodia del matto e alla pratica del sesso. Ci si è voluto convincere di non essere più perbenisti; inoltre lo Stato non era interessato a esercitare il potere su questi luoghi perchè teneva molto di più a conservarsi le galere e la loro forza simbolica. Nessuno ha mai pensato alle conseguenze di tali "liberalizzazioni" e a caos e al dramma di chi le subiva. Alla faccia della psichiatria "democratica"! Avevo tempo fa una collega mite, pia e timorata di Dio che diventava letteralmente una belva quando difendeva Basaglia; vedevo improvvisamente in lei un cinismo totale e compiaciuto: toccavo con mano lo sgomento e il terrore della "bontà per legge"!

maleo

Gio, 05/07/2012 - 08:31

Possibile che non si possa pensare a luoghi di cura e non di tortura?porcamiseria,ci sono casi limite in tutte le situazioni ( vedi ricoveri x anziani)ma è su questo che bisogna intervenire,e vigilare!pieropomiga,vada a vivere una giornata in famiglia di chi ha un pazzo,vero, da gestire.Non c'è giorno,notte,festività ,tregua alla disperazione.E intorno il vuoto.

mariolino50

Gio, 05/07/2012 - 08:37

Io non sono pratico della questione, ma conosco gente che ha lavorato nei vecchi manicomi, dicono che fossero la cosa più vicina ai campi di concentramento esistente in Italia, erano anche pieni di gente che matta da legare non era, ubriaconi, orfani, vecchi abbandonati, era facilissimo finirci e difficilissimo uscire, difficile dimostrare che non sei "matto" se nessuno ti guarda, forse la legge Basaglia avrà aperto troppo, come spesso succede la verità stà nel mezzo, ma comunque poi chi è che decide, mi sembra che ora il cosidetto trattamento sanitario obbligatorio venga deciso dal sindaco su indicazione della polizia, vorrei capire quale competenza psicologica possa avere il maresciallo.

Giacinto49

Gio, 05/07/2012 - 10:19

Più che abolire i manicomi andava avviata, negli anni '70, una sorta di "manicomi puliti" allo scopo di stroncare abusi e violenze. Altra cosa è stato demandare alle famiglie il controllo di malati di mente che nella migliore delle ipotesi rendono a tutti i familiari la vita difficile, nella peggiore la tolgono completamente, come i continui fatti di cronaca ci riferiscono.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Gio, 05/07/2012 - 11:50

Non desidero aggiungere altre critiche. Vorrei invece, fare una proposta che mi sembra abbia una logica. Nella riduzione della spesa, è contemplata la chiusura di un buon numero di ospedali. Perché non utilizzare parte di queste strutture? Si potrebbero modificare trasformando le stanze in piccoli monolocali dove i famigliari, durante il giorno, possono accudire, soprattutto dal punto di vista affettivo queste persone che, a mio giudizio, sono colpite dalla peggiore delle malattie. Nella stessa struttura, creare poi luoghi comuni dove tener impegnate queste persone in base alle loro capacità. Ho una parente a Roma che fa volontariato in una struttura simile e mi dice che si ottengono risultati straordinari. Di notte invece sarebbero seguite da personale specializzato. Si raggiungerebbero così tre obbiettivi: un aiuto molto più concreto alle famiglie, un’assistenza mirata al malato e la sicurezza di famiglie e cittadini.

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Gio, 05/07/2012 - 21:10

Come al solito in Italia, benché siamo stati sempre governati da quanti si sono autoproclamati moderati, siamo passati da un estremo all'altro. Chiudiamo case chiuse, manicomi, offriamo indulti e quant'altro senza pensare alle conseguenze. Prendiamo decisioni drastiche e ci voltiamo dall'altro lato.

eras

Gio, 05/07/2012 - 22:50

Vabbé ma che caspita curano gli psichiatri ? Questo é il punto....

Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Sab, 07/07/2012 - 10:54

mariolino 50 se parliamo della fine 800e primi 900 è vero. quando nel lontano 1916 sono ritornati i nostri soldati dalle trincee avevano dei tic nervosi spaventosi , mentre all'estero li curavano , la grande italia li ha sbattuti in un ospedale psichiatrico e .... negli anni 80, gli ammalati erano trattati decentemente . non era necessario chiudere i manicomi , era sufficiente cambiare le direzioni e farli diventare ospedali normali . cosa credete che accada quando uno dà in escandescenze? si fa il famoso tso e si chiama un magistrato che lo fa rinchiudere in un ospedale normale , punture di tranquillanti , e il giorno dopo fuori . il medico che ha deciso di chiudere i manicomi , aveva anche detto che avrebbe dato aiuto alle famiglie. ma dove ?!! è stata come la legge case chiuse. siccome chi ci governa sono degli idioti, sopportiamo . la bindi con quella faccia cadaverica difende sempre l'operato dei sinistri , ma si guardi allo specchio qualche volta e si faccia schifo