Caso Berlusconi-Saccà: distrutte le intercettazioni

Il gip di Roma De Angelis ordina la distruzione di brogliacci e registrazioni come richiesto dalla procura e dai difensori di Saccà. Il caso è chiuso: no a una ripaertura delle indagini

Roma - Distrutti tutti i brogliacci e le intercettazioni. Così il caso della presunta corruzione di Silvio Berlusconi ad Agostino Saccà è davvero chiuso. La decisione è del gip Pierfrancesco De Angelis che, sciogliendo la riserva, ha accolto la richiesta avanzata dalla procura di Roma e dai difensori dell’ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà. Nel provvedimento di una pagina, il giudice ha scritto che "tutte le intercettazioni di cui si chiede la distruzione sono palesemente non necessarie ai fini del presente procedimento. Deve conseguentemente ordinarsene la distruzione a tutela della riservatezza dei soggetti coinvolti".

Nessuna indagine supplementare E ancora, "il motivo che ha condotto all’archiviazione esclude in radice ogni penale rilevanza alle intercettazioni in quanto non consente neanche di ipotizzare una eventuale riapertura delle indagini". Il riferimento di De Angelis è all’archiviazione del procedimento che vedeva indagato Berlusconi per corruzione per aver raccomandato nel 2007 a Saccà cinque attrici in cambio di sostegno finanziario, imprenditoriale e politico. In archivio era finito anche l’altro filone relativo a un presunto accordo corruttivo che legava la commercialista Stefania Tucci, il consulente finanziario Giuseppe Proietti e Saccà. Entrambi i capitoli di inchiesta provenivano dalla procura di Napoli.