Le Cassandre ambientaliste diventano come Pinocchio

I lettori attenti de «il Giornale» sanno bene che esistono due mondi nel variegato pianeta del sedicente ambientalismo.
Accanto ad una parte illuminata con cui è possibile, giusto e doveroso il confronto e il dialogo costruttivo, purtroppo esiste ancora una frangia estremistica che da sempre persevera come unico scopo il male e la progressiva distruzione della caccia italiana, vista e descritta come il male assoluto di questa società e non, come in realtà sta gradualmente evolvendo, come la più grande organizzazione veramente ambientalistica che ha come scopo la conservazione e il consapevole uso della Natura e dei suoi frutti.
Ricordate la Cassandra della mitologia greca?
Non ricambiò l'amore del dio Apollo e fu condannata a profetizzare per sempre sventure senza essere creduta.
Leggiamo purtroppo spesso comunicati da parte di talune associazioni sedicenti «ambientaliste» che assomigliano sempre di più alle parole di Cassandra, ma con una differenza sottile ed abissale, Cassandra diceva la verità, questi troppo spesso raccontano balle.
E grosse come case.
Come se fosse equiparabile troveremo scritto che la prossima primavera - estate ci riserverà un caldo afoso assassino di uomini e di animali, di incendi grandi come il Molise, di distruzione totale dei nidi, di danni ambientali incalcolabili e di richieste di non aprire la stagione venatoria in questo scenario apocalittico, il tutto mescolato in salsa aviaria (non è mai passata di moda...) baciata dall'ozono, aumento della temperatura media ed incidenti mortali.
Eccovi un esempio eclatante di come si può fare disinformazione.
Anni fa costoro denunciarono la uccisione in Italia di decine di milioni di uccelli, facendo un conto molto semplice: moltiplicando il numero complessivo dei cacciatori per il numero di giornate di caccia consentite, il totale per il numero massimo di carniere giornaliero.
Alla stessa maniera noi possiamo affermare che Di Natale e Milito sono i capocannonieri del campionato italiano di calcio con 2389 gol, tanti sono stati i loro tiri in porta...
Ma fatemi il piacere, diceva il grande Totò!
Come si fa a non vedere che la sensibilità ambientale dei cacciatori italiani sta migliorando a vista d'occhio, perché si vuole sempre tacere sui dati della creazione di nuovi posti di lavoro, nonché la ricchezza che questa grande passione crea?
Perché non vengono mai pubblicati i dati dell'enorme indotto della caccia sulla economia nazionale che vengono forniti ogni Aprile all'Fiera Exa di Brescia?
Perché vedere e sottolineare sempre e solo il bicchiere mezzo vuoto, aggredire costantemente una categoria di centinaia di migliaia di persone, oneste per definizione avendo tutte il porto d'armi e di conseguenza la fedina penale immacolata, che agisce nel rispetto delle leggi di questo Paese?
Che detto per inciso sono le più restrittive d'Europa in ambito venatorio...
E poi perché sempre e solo noi cacciatori?
La società italiana riesce a far a meno di queste Cassandre, sempre più simili a Pinocchi, non abbiamo bisogno delle loro profezie di catastrofi ambientali, di distruzione lenta ed inesorabile del pianeta, di esperti di linciaggio e di imbonitori di bimbi delle scuole elementari.
La Natura, descritta minacciata o quasi moribonda, anche questo autunno ha riso in faccia a questi signori oscurantisti, regalandoci grandi mattinate di passo di tordi, allodole e colombacci e in questo novembre stiamo vivendo le grandiose ferme dei nostri cani sulla regina del bosco: la beccaccia.
Ma tutti questi uccelli migratori non erano già stati distrutti negli anni scorsi?
Esisterà nel futuro un comunicato di onestà intellettuale in cui si riconoscerà di avere clamorosamente sbagliato previsioni?
La risposta è no, perché questa gente gioca con la sensibilità delle persone con lenta ed inesorabile efficacia.
Un messaggio qui ed uno là, complici i grandi mezzi di comunicazione di massa guarda caso troppo spesso facenti capo ad un noto gruppo editorialista progressista, si continua a scrivere, riscrivere, ingigantire, sperando che qualcosa resti nella mente dello stolto che legge.
Ma chi conosce la Natura e le sue regole eterne, non crede alle favole, ai catastrofismi e alle previsioni di chi si proclama esperto per il solo fatto di scrivere su un giornale di alta tiratura o di sfornare un servizio fazioso su una televisione complice presente sul tasto 3 del nostro telecomando.
Io so per certo che esiste una parte ambientalista consapevole e ragionevole con cui è possibile dialogare e confrontarsi.
Il tutto per ottenere un adeguamento della normativa nazionale, la Legge 157/92, alle disposizioni europee, ma tutti, ripeto tutti, dobbiamo collaborare come è stato fatto (e bene) in Francia dove ambientalisti e cacciatori viaggiano a braccetto per un unico comune obiettivo: l'impegno per il miglioramento e la conservazione consapevole della Natura.
Voglio sperare che la parte illuminata di tale mondo purtroppo in Italia a noi lontano, voglia abbandonare l'elmetto e la bomba a mano ed isolare la loro non piccola frangia talebana.
Da parte di noi cacciatori liguri, troverete la massima disponibilità, noi che l'ambientalismo lo concretizziamo e la Natura la conosciamo, la viviamo, la usiamo preservandola e ringraziamo Dio ogni volta che viviamo per davvero (a differenza vostra) l'alba e il tramonto.
Noi sappiamo che, anche senza le Cassandre ambientaliste, raccoglieremo consapevolmente frutti da un albero che rifiorirà inesorabilmente nella prossima primavera.
Ma ci sarà, signori sedicenti integralisti ambientalisti, una prossima primavera?