Cassano salva la Roma e manda l’Atalanta in B

Oscar Eleni

da Bergamo

Antonio Cassano finisce in mutande sotto la gabbia della passione, ma il suo gol in contropiede veste abbastanza la Rometta che regala a Bruno Conti anche il primo successo in campionato, definendo due situazioni angosciose nella maniera più logica: Atalanta aritmeticamente retrocessa, Roma finalmente fuori dal gorgo, addirittura con un punto in più della Lazio ad una giornata dalla fine e per il derby infinito conta pure questo, con l’Europa davanti e la coppa Italia come bersaglio. Dal fallimento al godimento.
L’Atalanta se ne va con la schiena dritta, applaudita da tifosi che sono davvero strani: avvelenati con la proprietà a cui promette di non abbonarsi fino a quando la Bergamasca sarà di Ruggeri, generosi e al limite del rischio per tutta la carta che hanno lanciato sul campo ritardando l’inizio dei tempi, finalmente inglesi al momento di congedare con applausi sentiti il gruppo che Delio Rossi ha riportato alla vita, spingendolo fin dove certi limiti tecnici potevano portarlo, con una crisi di fame nel volatone che ieri ha rubato l’ultima speranza.
Bruno Conti abbraccia tutti, ringrazia chi ha voluto seguirlo, si gode qualche giovane della sua Primavera, riconsegna ai Sensi una squadra che ora ha qualcosa da prendere nell’ultima caccia di giugno, perché la finale della coppa Italia, il balcone sull’Europa possono davvero soddisfare chi aveva vissuto l’ultima settimana contro il muro del pianto.
Atalanta generosa, ma non poteva bastare, aggressiva, ma non lucidissima, affamata, ma non dei palloni giusti con Budan inguardabile e Makinwa meno brillante del solito. Conti non ha esagerato in niente, ha chiesto a Cassano di essere almeno fastidioso, anche se non poteva essere brillante visto che il retro della coscia pizzicava, gli ha perdonato il regalo fatto all’Atalanta dopo 32 minuti, dopo due brividi, quando l’artista indolente ha vanificato una grande azione personale, sessanta metri in progressione, di Mexes, lo ha stuzzicato e stimolato fino a quando, all’inizio della ripresa ha colpito. Angolo per l’Atalanta, palla fuori dalla parte di Montella traballante, abile però ad innescare Mancini uno che quando sta bene è capace di giocate importanti. Il brasiliano ha visto Cassano alzare le bandierine di segnalazione, lo ha cercato e trovato e questa volta il nostro Van Gogh ha fatto quello che gli riesce meglio, domando la palla, aspettando di vedere la posizione di Calderoni prima di batterlo. Felicità e maglia al vento già una prima volta, con compagni che avevano voglia di farlo soffrire perché conoscendo il vizio gli hanno nascosto la casacca e lui, come un torello, si è presentato a torso nudo davanti a Bertini per l’ammonizione, prima che la numero 18 uscisse da sotto la maglia di Perrotta. Rete, allegria e perdono, come sempre.