Catasto, il governo: riforma a costo zeroMa Confedilizia frena: "Non è possibile"

Il cantiere "casa" non è ancora chiuso ma il provvedimento al vaglio dell'esecutivo dovrebbe arrivare a breve in modo da consentire una reale applicazione prima della fine della legislatura. All’adeguamento dei valori base dovrebbe corrispondere una riduzione delle aliquote. Il governo assicura: "La riforma non servirà a fare cassa". Il presidente di Confedilizia: "Non può esistere una riforma del catasto a costo zero. Lo stesso documento del Tesoro si prefigge di rimediare a certe sperequazioni già esistenti"

Via i vani, in arrivo i metri quadrati. Sebbene il cantiere "casa" non sia ancora chiuso, si delineano i contenuti della riforma del catasto che, a detta del governo, "non servirà a fare cassa". Come preannuncia un documento del Tesoro, l'obiettivo è aggiornare le rendite adeguandole al mercato e serve a riequilibrare gli estimi delle grandi città sperequati tra il centro e le aree periferiche. "Sarà a costo zero", si affretta a dire una fonte di governo secondo la quale all’adeguamento dei valori base dovrebbe corrispondere una riduzione delle aliquote. "Non può esistere una riforma del catasto a costo zero - si affretta a dire il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani - lo stesso documento del Tesoro si prefigge di rimediare a certe sperequazioni già esistenti". Insomma, per qualcuno i costi aumenteranno, per altri diminuiranno.

Il provvedimento al vaglio dell'esecutivo dovrebbe arrivare a breve in modo da consentire una reale applicazione prima della fine della legislatura. Il ministero dell’Economia si ripropone di fissare i cinque criteri che saranno utilizzati. In primis la "costituzione di un sistema catastale che contempli assieme alla rendita (ovvero il reddito medio ordinariamente ritraibile al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene), il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione". La riforma rideterminerà, poi, la classificazione dei beni immobiliari e supererà "il sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie". Per le abitazioni e gli uffici, il "vano" come unità di misura della consistenza a fini fiscali verrà sostituito con la "superficie" espressa in metri quadrati. La riforma punterà, poi, a riqualificare i metodi di stima diretta per gli immobili speciali.

"Il catasto deve rappresentare quanto l'immobile rende - spiega Sforza Fogliani - le particelle catastali sono ciascuna rappresentata da una rendita che indica il reddito ritraibile dell'immobile". La tassazione è, inatti, sui redditi. Nel 1990, però, non essendo capaci di calcolare la redditività dei singoli immobili sono stati accertati i valori degli immobili e, in un secondo momento, sono stati fissati a i coefficienti definire le rendite. "Il problema è che i cofficienti sono stati fissati a capocchia - spiega il numero uno di Confedilizia - per questo la vecchia Ici era una vera e propria patrimoniale: si calcolava su un catasto basato sui valori". A suo tempo Confedilizia aveva impugnato il provvedimento prima davanti al Tar, poi davanti al Consiglio di Stato. L'allora governo Andreotti avveva ovviato al proffedimento trasformando il provvedimento in legge. L’ultimo tentativo di riforma, avviato nel 2006 dal governo Prodi con un "collegato" alla Finanziaria, finì nel dimenticatoio con la fine anticipata della legislatura.

Dopo aver letto il contenuto della nuova riforma, Sforza Fogliani è scettico sulla bontà del provvedimento. Se da una parte è chiaro il criterio (cioè l'intenzione di unire i valori e i canoni del mercato per arrivare alla rendita), dall'altra il governo non si propone di accertare soltanto la redditività. "E' ancora difficile da giudicare e dare un giudizio obiettivo - spiega il presidente di Confedilizia - tuttavia non può essere che la riforma sia a costo zero". Secondo Sforza Fogliani, dal momento che la manovra "salva italia" ha aumentato le aliquote dell'Imu è fondamentale che il nuovo catasto venga accompagnato dalla "revisione delle aliquote". "fa poi specie - conclude Sforza Fogliani - a chi mastica la materia non vedere in tutto il documento alcun riferimento alla 'unità tipo' che dovrebbe essere prevista e individuata in ogni zona censoria". Una mancanza che, a detta del presidente di Confedilizia, rischia di "portare a una mancanza di omogeneità".