Cattolica crescerà con un super aumento

Ricapitalizzazione da 500 milioni per shopping e più profitti. Borsa sorpresa, titolo -6%

Cattolica Assicurazioni scivola in Borsa dopo aver annunciato una inattesa ricapitalizzazione da 500 milioni di euro alla base del nuovo piano industriale triennale 2014-2017. Il titolo ha chiuso a 14,78 euro in calo del 6,7%. Il mercato è stato preso in contropiede dalle dimensioni di un'operazione, comunque garantita da garantita da Banca Imi e Mediobanca, che vale il 60% della attuale capitalizzazione (827 milioni). «L'aumento di capitale è diluitivo per circa il 45% sugli utili, ipotizzando uno sconto sul terp del 30%” commenta Intermonte.

Dopodiché sono arrivati anche i target aggressivi previsti dal piano industriale, superiori alle stime di molti broker (compresi Equita ed Intermonte), nonché la garanzia di una futura politica di dividendi attraente per gli azionisti del gruppo (con un payout compreso tra il 50 e il 60% rispetto al 49% medio degli ultimi tre esercizi). «Non si tratta di un'operazione difensiva, non serve a sistemare le cose in casa. Si tratta di un'operazione che guarda al futuro per crescere» ha dichiarato l'ad Giovan Battista Mazzucchelli nel corso della presentazione del piano alla comunità finanziaria, precisando poi che la ricapitalizzazione dovrebbe chiudersi entro due mesi. Sotto il profilo patrimoniale, il target di «Solvency I ratio» al 2017 è sopra 160% (dal 162% del 2013), inoltre «si tratta di un obiettivo in uno scenario che prevede acquisizioni. Qualora il gruppo non dovesse effettuarne, il ratio a fine piano salirebbe al 195%» precisa il top management. Le risorse raccolte con la ricapitalizzazione saranno quindi destinate allo shopping (150-200 milioni), alla crescita organica (200-250 milioni) e a investimenti in tecnologia (100 milioni) che permettano alla compagnia di tenere il passo con le nuove generazioni. Sulle possibili prede per ora «non c'è nulla che bolla in pentola» anche se i target ricercati sono ben chiari: società con caratteristiche e modelli di business simili a quelli di Cattolica. No invece a compagnie dirette e telefoniche o estere.

Per quanto infine riguarda gli obiettivi di fine piano, Cattolica punta a raddoppiare l'utile netto entro il 2017 (a 209 milioni dai 109 milioni del 2013), ad aumentare la redditività (il roe salirebbe al 9% dal 6,9%) e a rafforzare la propria posizione sul mercato sia nel ramo vita, (la raccolta 2017 è attesa a 3,4 da 2,7 miliardi) sia nei danni (raccolta a 2,4 miliardi dagli 1,7 miliardi con un combined ratio al 93%). Sul 2014 Mazzucchelli ha garantito alla comunità finanziaria che, «salvo cataclismi», dovrebbe essere mantenuto il ritmi registrato nel primo semestre dell'anno chiuso con un utile in crescita del 30%.