Cedere la Corsica segnò la caduta della Repubblica

Per Agostino Bozzo il declino della città-stato comincia molto prima dell’invasione napoleonica

Antonio Bovetti

«L'agonia della Serenissima Repubblica di Genova è incominciata nel 1768 quando cedette la Corsica alla Francia dimezzando così il suo patrimonio». Con questa argomentazione Agostino Bozzo, capo gruppo An in Provincia sostiene che il decadimento della città stato non può essere legata alla cronografia tradizionale, ma incomincia molto prima dell'invasione Napoleonica.
Rileggendo «La storia della Repubblica di Genova dalla sua origine sino al 1814» scritta dallo storico Carlo Varese, possiamo capire quanto la casta che deteneva il potere in Genova fosse incapace di governare la Corsica. Con l'aiuto della Francia, la Repubblica Genovese cerca di sedare con la forza i rivoltosi corsi, senza però concedere i diritti elementari al popolo, che aveva senza dubbio molte colpe, ma vantava anche il merito di esigere la tutela della propria dignità.
Dopo vari aiuti chiesti ai francesi, nel 1764 si fa strada la proposta di cedere l'isola ai transalpini in «deposito indefinito». Con il trattato di Versailles del 16 maggio 1768 l'isola viene praticamente ceduta alla Francia. In effetti Genova conserva la sovranità nominale dell'isola, ma ne perde il possesso effettivo, quale contropartita ne ha un sussidio annuo da ricevere in dieci rate per l'importo di 100 mila lire genovesine. La perdita dell'isola costituisce una delle pagine più tristi della storia genovese, ma quanto accadde nel 1768 non è che l'epilogo inevitabile di una lunga serie di errori che confermano il decadimento della Repubblica Genovese.
«Ci sono anche alcune date sbagliate nel comunicato che il Mil (Movimento Indipendentista Ligure) ha spedito in data 31 ottobre 2003 ai comuni della Liguria - puntualizza Bozzo - dove si dice La Liguria è stata per oltre settecento anni una Nazione Stato sovrana ed indipendente. Detta indipendenza non risulta essere mai stata rinunciata in quanto la Repubblica di Genova non ha accettato le statuizioni del Congresso di Vienna del 1815 e non ha mai votato, a differenza di altre regioni italiane, alcun plebiscito per l'annessione all'Italia».
«È in contrasto netto con la storia: si parla del 1815. La Serenissima Repubblica dì Genova cade nelle mani dei francesi... si arrende... nel 1797. La Repubblica successiva, è creata come uno stato fantoccio, si chiama Repubblica democratica ligure, che non ha niente a che vedere con la precedente. Al congresso di Vienna, il giudizio espresso, è nei confronti della Repubblica Democratica ligure non della Serenissima Repubblica caduta nel 1797 - conclude il consigliere AN - bisogna cambiare alcune date».
Chiaramente dobbiamo dire che il Mil ha raccolto in un sito web una comprovata serie di documenti che fanno parte della storia della città stato, che non possiamo trascrivere su queste pagine ma per dovere di cronaca possiamo indicare il sito web. http://www.francobampi.it/liguria/vienna/bentinck.htm; http://www.francobampi.it/liguria/anchio/brignole_sale.htm; http://www.francobampi.it/liguria/vienna/al_ministro_brignole.htm; http://www.mil2002.org/cronaca/2004/040809gl.htm; http://www.eliohs.unifi.it/testi/900/rotta/rotta_corsica.html; http://www.mil2002.org/premessa/camogli_consiglio.htm; http://www.mil2002.org/premessa/lettera.htm.