La Cei: l'Italia non è un Paese da incubo Appello per clandestini

Il cardinal Bagnasco promuove le riforme del governo ma chiede un sistema fiscale basato sul quoziente familiare. Poi dice: "Anche gli irregolari nostri fratelli". Testamento biologico: "No all'accanimento terapeutico, ma niente forme mascherate di eutanasia"

Città del Vaticano - Testamento biologico che non porti ad "abbandono terapeutico" e accoglienza per gli immigrati illegali. Queste le due preoccupazioni che emergono con alcuni elementi di novità rispetto a precedenti interventi, nella prolusione del cardinale Angelo Bagnasco davanti al Consiglio permanente della Cei. Il parlamentino della Cei, riunito da ieri a giovedì prossimo a Roma, tra l'altro dovrà indicare una terna di nomi da presentare al Papa per la carica di segretario generale, ora che monsignor Giuseppe Betori è stato nominato arcivescovo di Firenze.

La legge sul testamento biologico, ha chiesto Bagnasco integrando precedenti prese di posizione della Chiesa italiana, non accetti dichiarazioni che specifichino "alcunché sul piano dell'alimentazione e dell'idratazione, universalmente riconosciuti ormai come trattamenti di sostegno vitale, qualitativamente diversi dalle terapie sanitarie". Come la vicenda di Eluana insegna, non si deve legittimare in alcun modo né "eutanasia" né "abbandono terapeutico" e questa è una "salvaguardia indispensabile" per evitare "esiti agghiaccianti" per tantissimi malati.

Immigrati irregolari Preoccupati di fronte ai "segnali di contrapposizione anche violenta e da non sottovalutare" circa l'immigrazione, i vescovi chiedono "risposte civili" all'"arrivo di nuovi irregolari". E suggeriscono "accordi di cooperazione" per portare "alla legalità situazioni irregolari", "integrazione sociale" e accoglienza delle "domande di ricongiunzione familiare". Segnalano infine il rischio di "una regressione culturale" nell'atteggiamento verso gli immigrati.

"L'Italia non è un Paese da incubo" - afferma il presidente dei vescovi contro la "pedagogia della catastrofe" con la quale si racconta spesso il Paese - ma piuttosto "ciclicamente conosce gli spasmi di un travaglio incompiuto", accusa "un certo ritardo sulla via della modernizzazione" e ha bisogno di "guardare al merito delle questioni": i vescovi lo chiedono "in primo luogo a tutti gli analisti cattolici". A giudizio del cardinale, "la gente avverte sulla scena politica una certa voglia di fare" per "colmare gli scarti infrastrutturali e per risolvere alcune delle grandi emergenze aperte, ma - rimarca - per ora non si attenua la percezione di impoverimento".

Quoziente familiare Più che interventi occasionali, si affrontino dunque i "nodi", concentrandosi "sulle fasce più deboli, e sulle famiglie monoreddito". Tra le "misure organiche", Bagnasco suggerisce "un sistema fiscale basato sul quoziente familiare" e "maggiore equità sociale", sia tra redditi diversi sia tra stessi redditi, ma con numero diverso di figli a carico. "Maggiore serenità " nel Paese il porporato avverte sui temi della giustizia e sul processo verso il federalismo. A partire da ciò chiede di rispondere alla richiesta dei cittadini di una "giustizia più tempestiva e funzionante" e di non dimenticare la solidarietà, mentre ogni ente deve "fare un passo indietro sui metodi di spesa, che saranno presto insostenibili".

Scuola Le "innovazioni e recuperi" pensati per la scuola trovano il consenso del presidente della Cei, che tributa "stima" agli insegnanti e rilancia la richiesta di una parità scolastica che sostenga le scuole cattoliche. Bagnasco considera inoltre "aperto il problema di un certo sguardo laico sulla Chiesa e di che cosa questo sguardo ispido, tra gli altri sguardi, riesce a vedere in noi...".

Rinascita del sacro I pellegrinaggi, a Lourdes o in altri luoghi mariani, sono "posti sotto il segno della fede e della rinascita spirituale", non sono "obsoleti" ma "in rilancio" e ciò non è "esito di un marketing esasperato", bensì "richiesta spontanea", segno di quel "frastagliamento tipico che l'atteggiamento verso il sacro ha assunto in questa stagione". Afferma Bagnasco nella sua prolusione al Consiglio. Muovendo dal recente viaggio in Francia, il porporato osserva che lo "spettacolo" di quel luogo "non si spiega se non con il fatto che a Lourdes si trova qualcosa per cui vale la pena di andare, e di tornare". I pellegrini di Lourdes sono infatti "uomini e donne che vengono a domandare la speranza, quella che non si trova dietro l'angolo, nelle nostre città, e spesso neppure nelle nostre case".