Cellule chimera, la Chiesa mobilita gli scienziati

Laici e cattolici. Due mondi che superano le barriere politiche, che si compattano e reagiscono in modo contrapposto alla creazione, per ora solo annunciata, degli embrioni chimera in Gran Bretagna. C’è il ministro per la Famiglia Rosy Bindi schierato con il deputato di Forza Italia, Maurizio Lupi. Ci sono genetisti famosi che sostengono le accuse pubbliche e durissime di Monsignor Sgreccia che parla di «atto mostruoso». Dall’altra parte della barricata, i laici. Studiosi come Carlo Alberto Redi concordano con l’assoluzione delle sperimentazioni di Carlo Flamigni che propone addirittura di donare agli inglesi gli ovociti congelati delle donne italiane. La Consulta di Bioetica Onlus ringrazia gli inglesi e Silvana Mura, deputata dell’Italia dei valori, sostiene che «la ricerca non va demonizzata».
Ma questo è solo il primo elenco di contrari e favorevoli all’inserimento del Dna umano in ovuli animali, di mucca o di coniglio, per produrre staminali. Nei prossimi mesi – la sperimentazione dovrebbe partire a novembre – si accavalleranno plausi e critiche durissime. Come quella del ministro Bindi, che definisce «inquietanti» gli embrioni misti uomo-animale. E auspica paletti certi. «Confido nel senso del limite da parte del mondo della scienza e della ricerca». Gli fa eco Maurizio Lupi: «Siamo alla deriva eugenetica. In nome della scienza si vuole uccidere l’uomo e distruggere la sua irripetibilità». Rievocazioni storiche agghiaccianti vengono invece rispolverate da Monsignor Elio Sgreccia, della Pontificia Accademia per la vita. «Pure la bomba atomica è stata costruita in nome della scienza». Poi, parlando degli embrioni-chimera, Monsignor Sgreccia ricorda «la strage degli innocenti», parla di «atto mostruoso che offende la dignità umana», di «utilitarismo vantaggioso». Infine l’affondo: «Oggi l’animale da esperimento che oggi costa meno è l’embrione umano, perché se si compra una scimmia si spendono alcuni milioni ed anche un ratto costa. Gli embrioni invece si fanno e si distruggono con la maggiore disinvoltura e con poca spesa. «È necessario che la comunità scientifica si mobiliti quanto prima».
La condanna dell’uomo di Chiesa è totale e categorica. Ma anche quella che arriva dal professore Roberto Colombo, responsabile del Laboratorio di biologia molecolare e genetica umana dell’Università Cattolica. La prospettiva aperta dai ricercatori britannici viene considerata dallo scienziato «inaccettabile e ripugnante», perché «fa crollare la barriera biologica, antropologica ed etica». Per l’esperto «è possibile conoscere meglio lo sviluppo embrionale per altre vie sperimentali e ottenere cellule staminali autologhe potenzialmente utili per la terapia rigenerativa senza ricorrere all’embrione clonato, evitando così lo sfruttamento del corpo femminile per la disponibilità di ovociti». Di tutt’altro avviso il fronte laico. Primo tra tutti Carlo Flamigni, ginecologo e membro del Comitato Nazionale di Bioetica che propone addirittura di «cedere gli ovociti congelati di donne italiane. In Italia si stanno accumulando ovociti, congelati, che non saranno mai utilizzati e che andranno distrutti. Perché non darli ai ricercatori inglesi?». Poi l’interrogativo tagliente: «Se un domani questi esperimenti dovessero portare a risultati importanti, come si comporterà uno scienziato cattolico? Brucerà l’informativa scientifica come si faceva con i libri di Giordano Bruno?».