Cent'anni di puzzle

Un rompicapo amato da piccoli e grandi che è anche la metafora della vita. A 100 anni dalla vendita della sua prima scatola magica, i pezzetti di
cartoncino più instabili del mondo continuano ad essere un regalo da
applausi

Milano - Nel piccolo puzzle della politica, guai a non avere la «tessera» giusta. Ma anche nella vita quotidiana trovare l’«incastro» mancante è decisivo. Per questo il gioco del puzzle resta sempre la metafora parcellizzata dell’esistenza, l’allegoria frantumata della società.

A 100 anni dalla vendita della sua prima scatola magica, i pezzetti di cartoncino più instabili del mondo continuano ad essere un regalo da applausi. Quello che un bambino sarà da grande lo capisci dalla reazione davanti al suo primo puzzle: se si appassiona e lo completa in tempi accettabili, al 99% sarà un adulto affidabile; se butterà tutto all’aria, invece, ci sono ottime possibilità che, da grande, faccia lo stesso pure con il lavoro e la famiglia.

Un rompicapo dinanzi al quale ci si può rompere il capo, ma anche l’anima. Come accade alla moglie di Citizen Kane, nel film «Quarto potere»: lei, bella ma insoddisfatta, alle prese nella reggia di Xanadù con un interminabile puzzle che sublima l’incompiutezza del suo successo di cantante lirica. Orson Welles, servendosi di una sequenza di flashback, mostra i frammenti della vita di Kane, quasi fossero i pezzi di un gigantesco puzzle (oggetto che, non a caso, appare simbolicamente più volte nel film): allo spettatore è lasciato l'onere di ricomporre in tutta la sua complessità la personalità di Charles Foster Kane.

Ma il puzzle può essere pure la proiezione dell’astensione spazio-tempo, come accade in un celebre film comico di Stanlio e Ollio, «Il regalo di nozze», dove la situazione comica è generata dal fatto che all’ora del matrimonio di Ollio, Stanlio (uno dei due testimoni della cerimonia) si perde a fare un puzzle e così, dietro di lui, tutti gli altri invitati.

Inventati attorno al 1760 da John Spilsbury, un cartografo e incisore di Londra, i puzzle originariamente erano realizzati dipingendo il soggetto su una tavola di legno e ritagliandolo successivamente in piccoli pezzi per mezzo di un seghetto. I moderni puzzle vengono realizzati incollando una foto su un supporto di cartone che viene successivamente tagliato per mezzo di una fustella di forma assai complessa.

Per quanto riguarda il numero di pezzi, si va dai puzzle formati da poche decine di pezzi, in genere dedicati ai bambini, ai giganti di parecchie migliaia di pezzi (il più grande in commercio è formato da 18.000 tessere). Il puzzle è il simbolo della modernità: non a caso il logo di Wikipedia, l’enciclopedia virtuale più cliccata del mondo, è formato da un puzzle tridimensionale sferico, ogni tassello mostra una lettera e le lettere appartengono a diversi alfabeti per ricordare il carattere universale del progetto.

Pensavamo di vivere liberamente sulla Terra, in realtà ognuno di noi occupa solo lo spazio previsto nel grande puzzle del disegno divino.