Centro congressi Strategie per rilanciare l’immagine turistica della Capitale

Rilanciare l’immagine di Roma, individuando una strategia di marketing che valorizzi il suo portato storico-culturale» e parallelamente potenziare le infrastrutture, colmando il ritardo infrastrutturale rispetto alle altre capitali europee: queste in sostanza le linee-guida suggerite da Mauro Miccio, consigliere incaricato per le tematiche infrastrutturali dell’Unione industriali di Roma nel corso del convegno che ha dato il via ai lavori della XXIV Borsa del sistema congressuale che si è svolta alla Fiera di Roma. Della stessa opinione anche il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, secondo il quale non solo «Roma è poco sfruttata turisticamente», ma ha assicurato che il nuovo centro congressi della capitale, meglio noto come la «Nuvola», «si farà e in poco tempo: ha già avuto 10 anni di lenta elaborazione. Insieme - ha quindi aggiunto Cutrufo - nascerà un vero sistema congressuale e sorgerà l’Acquario, sotto al laghetto dell’Eur». «L’amministrazione capitolina - ha evidenziato Cutrufo - sta poi studiando il rifacimento del “water front” di Ostia, così come si sta pensando alla realizzazione di un parco a tema «come li hanno Parigi e Orlando, in collaborazione con le 14 università».
Certo è che a Roma non mancano i numeri per competere sul turismo congressuale con altre capitali europee; visto, peraltro, che nella classifica delle città top five”, in Italia al primo posto per incontri troviamo Roma, seguita da Milano e Bologna; in quella per congressisti di nuovo la capitale al vertice, seguita da Milano e Napoli. Con 111.139 eventi organizzati, 20.872.019 congressisti ospitati, 34.540.048 presenze stimate nel periodo 1° luglio 2007-30 giugno 2008, infatti, il turismo congressuale rappresenta un comparto strategico dell’industria dell’ospitalità, in grado di contenere gli effetti della crisi meglio di altri. Nonostante questi dati confortanti, a destare preoccupazione è stata proprio la previsione della riduzione dell’attività nel semestre in corso. Gli operatori interpellati per l’indagine presentata alla Borsa del turismo congressuale - curata dal professor Attilio Gardini, ordinario di Econometria all’Università di Bologna - sul congressuale italiano, prevedono un aggravamento della situazione: la domanda di incontri si ridurrà del 19,34%, le presenze del 12,01%, i partecipanti del 17,43%. La stima preliminare per tutto il 2008 conferma dunque un record recessivo: -11,87% nel numero di incontri, -4,74% di partecipanti. Il quadro, insomma, indica come l’attività congressuale in Italia nell’ultimo anno subisca una decisa fase di rallentamento. «Non posso non essere preoccupata per quel rischio di stagnazione che si sta profilando e che ha già portato, per il 2008, a una diminuzione del numero degli eventi e del volume di presenze», ha sottolineato il sottosegretario con delega al Turismo, Michela Brambilla, secondo la quale la ricetta sta nella programmazione, («in Italia manca da 25 anni»), che coinvolga Governo, enti locali e imprese. «Se la Francia continua ad avere il primato dell’offerta congressuale non è solo perché dispone di 95 centri congressi contro i 30 dell’Italia ma perché la qualità degli eventi viene garantita da operatori e pubblica amministrazione».