Centro Est al bivio, Cimaschi prova a scongiurare il ribaltone

Emanuele Russo ed Enrico Cimaschi per una sfida all’ultimo voto. Oggi alle 14 in villa Piaggio di corso Firenze si deciderà il futuro presidente del Municipio Centro Est con due candidati che si contendono il posto strappandosi consiglieri a vicenda.
Con Cimaschi vincerebbe la continuità rispetto a quanto dissero le urne il giorno delle elezioni del maggio 2007 quando fu il centrodestra ad aggiudicarsi il governo del Municipio guidato fino alla sfiducia di qualche settimana fa da Aldo Siri. Proprio a significare una continuità alla guida il centrodestra porta Enrico Cimaschi, anche lui eletto nella Lista Biasotti di cui è attualmente il capogruppo. A suo sostegno ci saranno sicuramente i colleghi di gruppo (e consiglieri regionali) Aldo Siri e Lorenzo Pellerano. Voterà compatto il Pdl visto che sembrano essere rientrate le bizze politiche di Alessandra Di Mattia. Garantiscono il proprio sostegno anche i due membri del gruppo Lega Nord.
All’appello dei consiglieri fedeli all’alleanza uscita dalle urne mancheranno, invece, i due udicini: Emanuele Russo che fu assessore della giunta Siri, Maria Piacentino Peter addirittura eletta in Forza Italia. Entrambi tenteranno di dare vita al ribaltone municipale facendosi capofila del progetto che porterà Emanuele Russo alla guida della ex circoscrizione sostenuto dai sette consiglieri del Pd, uno di Italia dei Valori, uno dei Verdi. Mistero, invece, su come potranno esprimersi Vincenzo Falcone (An) e Vicky Musso (gruppo misto) entrambi eletti nel centrodestra ma ormai distanti dal resto della coalizione: non hanno sciolto le riserve su come si comporteranno in aula e potrebbero risultare strategicamente assenti.
Al momento Cimaschi conta su 10 voti (sempre che la Di Mattia confermi la propria fedeltà alla causa) mentre nel centrosinistra i malumori regnano soprattutto tra dipietristi e verdi che ieri pomeriggio sembravano aver avuto un nuovo ripensamento e non essere più convinti di sostenere un candidato Udc ex assessore sempre contestato dall’opposizione per la scarsa presenza in Municipio. I ribaltonisti partono da una base di 9 voti (Pd e Udc) ai quali ne vanno aggiunti altri due (Idv e Verdi), senza contare l’esponente di Rifondazione Comunista che oggi, però, non sarà in aula. Il voto è a scrutinio segreto: non mancherà la suspense durante lo spoglio delle schede.