Ceste gratis sulle coste della Sicilia

Ceste di frutta avvolte da nastri tricolore. Un tripudio di pesche, succose e fragranti, servite sul lettino al mare, direttamente dagli agricoltori. A chi ha la fortuna di trovarsi in una regione che vive ancora l’estate come la Sicilia. Succede oggi e domani sulle spiagge di Palermo, Catania e Taormina, tappe finali dell’iniziativa «Pesche in spiaggia» partita il 13 agosto lungo i litorali veneti e romagnoli.
Una pesca in omaggio per raccontare tutto quello che c’è dietro. La semina, la cura, il raccolto. Quest’ultimo spesso in balìa del tempo, della contrazione dei consumi e da qualche mese minacciato pure dal batterio killer. Una pesca dolce per ricordare agli italiani che la frutta è sinonimo di cibo sano e che l’Organizzazione mondiale della Sanità ne raccomanda almeno un consumo giornaliero di 400 grammi. Le ceste di frutta verranno regalate sulla spiaggia di Mondello, a Palermo, in collaborazione con l’associazione Italo Belga, ai lidi della Playa di Catania e sulla spiaggia di Mazzarò di Taormina. Il servizio è reso possibile grazie alla collaborazione delle Capitanerie di porto-Guardie costiera, ai Consorzi di tutela della pesca e al centro servizi ortofrutticoli.
Non tutte le pesche sono uguali, oggi e domani verranno distribuite quelle siciliane di Leonforte, in Romagna sono state offerte le nettarine e in Veneto le specialità di Verona (conosciute anche da Plinio che le chiamava il pomo della lanugine). Tutte varietà conosciute all’estero che danno lustro al Made in Italy.
«Con questa iniziativa abbiamo dato visibilità a quello che l’Italia produce di buono» ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Non solo: è anche un invito a consumare cibi genuini e che fanno bene alla salute. Consumare uno o più frutti a metà giornata è decisamente meglio che rimpinzarsi di merendine confezionate.
La pesca è un frutto dissetante, ricco di fibre vegetali. Ha poche calorie (28 per etto), consumarle regala un senso di sazietà e provoca ricadute benefiche su fegato e intestino. In più contiene fitosteroli che contrastano la produzione di colesterolo cattivo (quello che si deposita sulle arterie) mentre mantiene quello buono utile al ricambio e all’integrità delle membrane cellulari. Ricca di vitamine C, A, PP, B1 e B2, ha proprietà energetiche e svolge un’azione diuretica. È indicata per chi soffre di disturbi artitrici e gottosi, stimola la secrezione di succhi gastrici e l’attività intestinale. È ricca di acqua (85%) e di acido citrico. Per la medicina cinese la pesca è addirittura simbolo di immortalità. Un consiglio: le pesche acquistate ancora acerbe possono maturare anche in casa. È importante conservarle però in un sacchetto di carta, fuori dal frigorifero per un paio di giorni per facilitare la produzione di etilene, un gas naturale che porta alla maturazione. Da evitare invece il sacchetto di plastica che accelera il processo di maturazione, fa aumentare l’umidità in modo consistente e rischierebbe di far marcire la frutta. Per gustare le pesche nelle condizioni ottimali è meglio toglierle dal frigorifero almeno un’ora prima di consumarle e si vuole mangiare la buccia occorre lavarla molto bene sotto l’acqua corrente.