Che brividi, il safari si fa sul ghiaccio

Ah, infiniti deserti di neve, su al Nord! Scivolare silenziosi nel giorno artico su slitte trainate da cani husky, e forse... forse, se si è fortunati, vedere l'aurora boreale! Oppure anche solo Babbo Natale che si riposa dalle recenti fatiche.
Il periodo giusto per un safari invernale in Scandinavia è proprio questo: febbraio e marzo. Prima, a gennaio, è bassa stagione - vale a dire non c’è in giro proprio nessuno - dopo, invece, si rischia di trovar neve troppo fangosa e un'atmosfera meno fiabesca. L'idea del safari sul ghiaccio è comunque quanto di meglio possa venire in mente per dire arrivederci all'inverno che se ne va, ed è anche un’ottima alternativa alla classica settimana bianca. Tra l'altro, i prezzi sono quasi gli stessi. Molte agenzie organizzano per le prossime settimane viaggi di questo tipo che durano da cinque a dieci giorni, con mete un po’ in tutta la Scandinavia. Tuttavia la Finlandia, e in particolare la parte al confine con la Russia, è il luogo privilegiato per tutti gli aspiranti Jack London e la loro famiglia (da tre anni in su chiunque sia in buona forma può partecipare, a patto di coprirsi davvero bene). Se volete, inoltre, è possibile costruirvi il viaggio da soli e su misura, poiché le prenotazioni da fare sono poche e tutte semplici. Dunque, si parte?
Fino a Helsinki da Milano ci si arriva con un comodo volo di tre ore, magari con Blu 1, una delle migliori low cost tra le compagnie aeree scandinave. Si cena in città, e poi ecco che il viaggio comincia a colorarsi di una sua atmosfera specifica: un wagon lit sfreccerà nella notte polare portandovi dalla capitale fino a Rovaniemi, capoluogo della Lapponia, più di ottocento chilometri a nord, oltre il Circolo Polare Artico. Di questi night train ne partono due al giorno, entrambi verso sera, e ci vogliono dodici ore e una ventina di fermate per arrivare a destinazione. Quel che si dice una bella tratta, e il treno va piuttosto lento per via della neve, ma si possono riservare cuccette lussuose (uno dei due convogli è «double deck», su due piani, con la prima classe ovviamente sopra e vista panoramica) e c’è persino su entrambi una carrozza parco-giochi per bambini.
La prima cosa da fare una volta arrivati a queste latitudini è prendere coscienza della brevità del giorno («Un esercizio spirituale» l'avrebbe definito Goethe): infatti la luce arriva verso le undici del mattino e scompare alle quattro del pomeriggio. Molte delle attività turistiche non si svolgono in questo breve lasso di tempo. Rovaniemi e dintorni, oltre che sede di diversi chalet-hotel, alcuni costruiti tagliando enormi mattoni di ghiaccio con motoseghe e cesellandoli con fiamma ossidrica, è anche lo svincolo finlandese per i safari su slitte trainate da husky. Ci sono, qui, una mezza dozzina di allevamenti di husky con circa duecento cani ciascuno: husky europei, più veloci di quelli siberiani dagli occhi azzurri. Una volta tirati fuori dalla valigia vestiti tecnici da sci, ghette, guanti e occhialoni, potete affittare una di queste slitte presso le numerose agenzie locali e organizzare con loro il vostro tour: da poche ore fino a diversi giorni, sempre seguiti - anzi preceduti - da un accompagnatore su motoslitta che però vi lascia sempre magicamente soli, voi e la natura. È possibile concordare anche safari di pesca nel ghiaccio, safari notturni oppure più timide, ma non meno impegnative fisicamente, ciaspolate nei paraggi della città.
Una slitta è trainata da sei husky. I primi due, davanti a tutti, sono i leader (e il 60 per cento dei leader tra i cani husky sono femmine): la loro funzione è un po' quella di «dirigere il traffico» e di ricevere ordini, che poi si limitano a essere «destra!» e «sinistra!». Dietro le leader, ci sono quattro cani più potenti, da «endurance» si potrebbe dire scherzando: sono quelli che spostano concretamente la slitta, che viaggia a circa 25 chilometri all'ora. Un husky può trainare fin a tre volte il proprio peso, e la sua temperatura ideale, quella nella quale si trova a suo agio, è meno venti gradi. L'unico modo per fermare una slitta è quello di tirare una sorta di freno a mano che si conficca nel ghiaccio, frenando la carovana canina. Per il resto, guidarla è piuttosto semplice.
Qua e là nella foresta nordica le guide turistiche hanno sparso cibo per i cani e legna da ardere. Quando si è stanchi, ci si può fermare a una di queste stazioni a rifocillarsi un po’. Se scegliete il safari lungo il confine russo, che dura sei giorni e costa circa 1.500 euro per persona, ne troverete di più attrezzati, ma non troppo: in caso di eccessiva nostalgia per un «cocktail artico» (di solito vodka, succo di lampone o succo di uva) o per uno spuntino lappone (del tipo crudo di renna o spezzatino di orso) dovrete per forza aspettare di rientrare in qualche hotel o «igloo bar» di Rovaniemi. Durante il safari, invece, le possibilità di pernottamento consistono in alcuni chalet sparsi nella foresta gelata oppure alcuni minuscoli hotel ricavati nel ghiaccio, in cui ci sono, costanti, ventinove gradi di temperatura, anche se fuori ce ne sono meno cinquanta. Qualcuno di questi chalet ha il tetto trasparente: in caso di aurora boreale.