Quelli che... hanno cambiato i gioielli

Storie, forme e materiali Ecco come i cavalieri dello stile hanno fatto l'impresa: trasformare il gusto delle donne per ciò che, da sempre, hanno di più caro al mondo I diamanti e i loro «amici»

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«Quello rosso per i tuoi rubini, il verde per gli smeraldi, un bianco e due neri per i brillanti» sussurrava il principe Ali Khan nelle orecchie di Rita Hayworth durante le sfilate dell'alta moda francese nei quattro anni del loro favoloso matrimonio dal 1949 al '53. Oggi nessuno potrebbe permettersi un simile figurone non tanto per il potere d'acquisto che, a certi livelli è perfino aumentato, ma per i radicali cambiamenti nel mondo della gioielleria. Accanto agli storici marchi tipo Tiffany, Bulgari, Cartier, Van Cleef & Arpels, sono spuntati nomi nuovi che citiamo in ordine alfabetico perché è impossibile fare una sorta di hit parade della bravura: sono tutti degli artisti. Giampiero Bodino è torinese e viene dal mondo del design di automobili. Ben presto passa dai gioielli a quattro ruote a quelli che s'indossano. Sua la riedizione contemporanea del collare di San Gennaro, una meraviglia. Delfina Delettrez Fendi è figlia d'arte in tutti i sensi. Sua madre, Silvia Venturini Fendi è la punta di diamante della terza generazione di donne a capo del celebre marchio di moda mentre suo padre, Bernard Delettrez è un gioielliere francese, figlio tra l'altro di una Tuareg. Delfina somiglia come una goccia d'acqua a Elsa Schiaparelli. Nikos Koulis è greco e fiero di esserlo: il suo Paese sarà pure povero in canna, ma ha inventato il concetto stesso di bellezza oltre a una cosetta da niente chiamata democrazia. Nei suoi gioielli dalle linee purissime c'è il senso dell'eternità. Fabio Salini romano e gentiluomo nell'anima, crea cose sensazionali con materiali incredibili (cuoio, bambù, seta, galuchat, ebano e rame ossidato) accostati a pietre e gemme di rara bellezza. Vhernier è il marchio creato 15 anni fa da Carlo Traglio, l'uomo che applica al gioiello la più importante delle regole di eleganza: «Portare un cappotto come se fosse una pelliccia e viceversa». I suoi capolavori hanno forme di puro design e colori pazzeschi ottenuti accorpando la trasparenza del cristallo a sottili lamine di lapislazzulo, crisoprasio, turchese, sugilite o tanzanite.