Chi si somiglia si piglia? E' una verità scientifica

Un gruppo di ricerca guidato da scienziati americani della Michigan State University si è preso a cuore &quot;l’eterno quesito&quot;, ha cercato una risposta e assicura di averla trovata: non sono gli opposti ad attrarsi, ma le persone simili<br />

Milano - In amore vale il detto "chi si somiglia si piglia", o è più vero che "chi va con lo zoppo impara a zoppicarè? Un gruppo di ricerca guidato da scienziati americani della Michigan State University si è preso a cuore "l’eterno quesito", ha cercato una risposta e assicura di averla trovata. Se due partner storici alla lunga finiscono per assomigliarsi - spiegano gli esperti in uno studio pubblicato sulla rivista "Personality and Individual Differences" - non è perchè il matrimonio "livella" gusti e carattere, bensì perchè a monte, al momento di scegliersi, lui e lei condividevano già interessi, inclinazioni e obiettivi di vita. Insomma, come teorizzava romanticamente Platone, quando le due metà di una stessa mela si incontrano, non possono far altro che riconoscersi e ricongiungersi. Un duro colpo ai filosofi dei due opposti che si attraggono. Contrariamente alla credenza popolare, sostengono dunque i ricercatori guidati dalla dottoranda in psicologia clinica Mikhila Humbad, i partner di una coppia sposata non tendono ad assomigliarsi sempre più con il passare del tempo. Sono simili già in partenza e si mettono insieme proprio grazie ai tratti della personalità che li accomunano.

Non solo un proverbio "Ricerche condotte in precedenza - ricorda Humbad - mostrano che due sposi sono più simili rispetto a uomini e donne presi a caso all’interno di un gruppo di persone. Questo potrebbe dipendere dal fatto che dopo le nozze i due partner si influenzano l’un l’altro, oppure dal fatto che già prima del matrimonio si somigliavano e che per questo si sono attratti" fino a promettersi fedeltà "nella gioia e nel dolore". "Il nostro obiettivo - continua l’esperta - era proprio quello di capire quale delle due ipotesi trova maggiore riscontro nella realtà". Per verificare se mogli e mariti diventano davvero più simili col trascorrere degli anni di matrimonio, gli scienziati hanno analizzato dati relativi a 1.296 coppie sposate, coinvolte in una maxi-indagine del Minnesota Center for Twin and Family Research. Hanno analizzato vari tratti della personalità dei partner e la loro evoluzione, arrivando alla conclusione che l’effetto ’omologantè del matrimonio è ampiamente sopravvalutato. Vale infatti soltanto in un caso: quando uno dei due sposi è violento, per reazione o per difesa anche l’altro tende a diventarlo. Ma si tratterebbe della classica eccezione che conferma la regola, e la regola si riassume appunto nel proverbio ’chi si somiglia si piglià.  

Un businness Secondo gli scienziati, i risultati di questa bizzarra ricerca potrebbero avere implicazioni concrete per i futuri sposi, come pure per il destino della loro prole: "Sposare una persona che ci somiglia aumenta le probabilità di "trasmettere" ai figli i tratti più caratteristici della personalità, comuni ai due partner", afferma Humbad. Ma non è tutto. Il nuovo studio Usa, al quale hanno collaborato anche esperti dell’università del Minnesota, ’schiaccia l’occhiò a chi sullo screening delle affinità di coppia ha costruito un business. Stando alle conclusioni di Humbad e colleghi, infatti, le agenzie matrimoniali, che cercano di abbinare due cuori solitari proprio in base alla "corrispondenza di amorosi sensi", potrebbero avere intuito la vera chiave della felicità a due.