Cinquantamila per Slow Fish

(...) ma soprattutto crediamo che uno dei momenti più significativi sia stata proprio la partecipazione delle scuole alle attività didattiche su cui la Fondazione ha deciso di investire nella convinzione che l’educazione delle nuove generazioni prepari un futuro migliore. Si tratta di un primo passo su una strada che riteniamo importante e che replicheremo con entusiasmo».
A seguire il commento dell’amministratore delegato della Fiera Roberto Urbani: «Slow Fish è congeniale alla vocazione di Fiera di Genova nel settore delle manifestazioni dedicate al mare e rispecchia nello stesso tempo le specificità del nostro territorio. Si tratta di una manifestazione strategica per lo sviluppo della nostra attività, dall’altissimo valore comunicazionale.»
Molto felice per il risultato della manifestazione anche Claudio Burlando: «Partita in ritardo - ha dichiarato - e con risorse reperite solo a luglio in assestamento di bilancio e in momenti di difficoltà generale. È stata un successo di carattere soprattutto culturale, che non va ridotto ai soli numeri. Abbiamo avuto il merito di intuire che l’onda, messa in moto da Slow Food e Fiera di Genova, era un fatto positivo e siamo riusciti a cavalcarla. Qui a Slow Fish si è consolidata un’alleanza “sabauda” con Slow Food che andrà avanti nel futuro, con la collaborazione nell’Università di Scienze gastronomiche. Abbiamo messo a fuoco in questi giorni alcune idee importanti, come la necessità di riservare nei porticcioli alcuni posti barca per i pescatori e facilitare, in alcune località particolarmente vocate per il turismo, la vendita del pesce direttamente in banchina.»
È stato poi Romano Merlo, segretario generale della Camera di Commercio di Genova, a sottolineare il contributo di Slow Fish alla valorizzazione dei prodotti di eccellenza del territorio sia in termini di visibilità sia di conoscenza. «Il valore della manifestazione - ha aggiunto - è confermato dalla soddisfazione degli albergatori e dalla presenza di un 30 per cento di pubblico proveniente da fuori Liguria.»
A concludere Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e promotore dell’iniziativa: «Si rafforza oggi in me la convinzione che in questo tipo di manifestazioni non ci si può limitare al solo aspetto commerciale, ma questo deve piegarsi alla sostenibilità ambientale e alla giustizia sociale. La sensibilità su questi temi non può essere prerogativa di un’elite ambientalista e colta, ma si deve puntare a educare il pubblico perché, attraverso il piacere del cibo, scelga anche comportamenti utili alla conservazione dell’ambiente e delle risorse alimentari. La specificità di Slow Fish apre gli orizzonti su un mondo, quello del mare e delle acque dolci, che spesso immaginiamo staccato dall’ambiente terrestre, mentre qui, dai convegni e dai seminari che si sono succeduti in questi giorni, è emerso forte il fatto che il legame tra mare e territorio è stretto e inscindibile».
Ma l’appuntamento con Slow Fish è stato importante anche perché ha dato modo agli organizzatori di conoscere e vivere una Genova che si è rivelata tutta da scoprire anche di notte. Il via è stato dato dalla cena inaugurale presso l’elegante ristorante «Chichibio» nel cuore del centro storico dove i vertici Slow Food e le autorità, dopo piatti raffinati di pesce e grandi vini del territorio, hanno deciso di girovagare per i carruggi. Da segnalare anche il successo dell’iniziativa che ha assicurato un servizio gratuito di battelli tra l’Acquario, il neonato Museo del Mare e la Fiera, di cui hanno usufruito circa 3500 persone.
L’appuntamento quindi è per il 2007 con un più ampio ventaglio di iniziative che faranno scoprire il mondo sommerso a 360 gradi. Le premesse per un successo davvero planetario, come affermava Carlin Petrini, ci sono tutte.