Cipro, il caos provocato dall'incertezza Ue

È Cipro l'esempio più evidente delle difficoltà in cui è trovata a muoversi l'Europa nel corso della crisi bancaria. Tra il 2012 e il 2013 due tra le maggiori banche dell'isola entrarono in crisi per l'esposizione ai titoli di Stato greci. La Ue fu chiamata a intervenire, ma l'idea di salvare con soldi del contribuente istituti in cui il 70% dei depositi faceva capo a non residenti nella Ue (in buona parte ricchi russi) si scontrò con forti resistenze politiche. La prima soluzione fu una sorta di tassa del 6,75% su tutti i depositi sotto i 100mila euro e del 10 sopra quella cifra. In poche ore il panico si diffuse e l'intera economia del Paese si fermò. Solo in un secondo tempo, quando ormai il danno era fatto, si decise di cambiare strada, salvaguardando i depositi più piccoli. Alla fine azionisti, obbligazionisti e investitori con conti superiori ai 100mila euro dovettero accettare tagli di poco inferiori al 50%. I piccoli risparmiatori vennero, invece, risparmiati.