Cittadinanza, la Lega frena: "Non è la priorità"

Il Carroccio conferma
l’opposizione a modificare il percorso per ottenere la nazionalità italiana. Casini: "Continuare la discussione". Franceschini: "Può essere banco di prova per le riforme condivise". Bocchino: "Non basta innalzare le dighe". Cicchitto: "Forzatura politica"

Roma - La riforma della cittadinanza torna nell'agenda politica. La discussione, nelle settimane scorse sviluppatasi sui giornali, approda a Montecitorio. La Lega Nord conferma l’opposizione a modificare il percorso per ottenere la nazionalità italiana e ribadisce che la questione non era prevista dal programma elettorale del centrodestra, che anzi prevedeva misure più drastiche per frenare l’immigrazione clandestina. Lo ha detto in aula alla Camera il capogruppo del Carroccio, Roberto Cota, che ha aggiunto: "Non abbiamo bisogno di attirare immigrazione, ma di gestire il fenomeno stringendo le maglie. La maggior parte degli immigrati viene qui per poi tornare a casa propria e, quindi, il termine di 10 anni per ottenere la cittadinanza è ragionevole e in linea con gli altri paesi europei. Se proprio vogliamo innovare è bene verificare che l’integrazione ci sia e per questo proponiamo la carta di soggiorno. Per quanto riguarda i minori, le norme già ci sono: chi è nato in Italia e vive per tre anni nel nostro paese a 18 anni può scegliere per di avere la cittadinanza".

Casini: continuare discussione "Non dobbiamo dare alibi a nessuno per non continuare l’esame di questo provvedimento. La materia certo è spinosa, ma non metteremo i bastoni tra le ruote": lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, intervenendo nella discussione alla Camera.

Franceschini: è un banco di prova La legge sulle cittadinanza può essere un banco di prova della volontà di realizzare riforme condivise, secondo Dario Franceschini, che, a Montecitorio, chiede di approfittare della discussione avviata stamane per verificare se c’è "corrispondenza" tra i fatti e "le parole, anche importanti, pronunciate da molti esponenti e leader di destra".

Bocchino: non basta innalzare dighe "Innalzare dighe non basta a risolvere il problema. Serve un nuovo modello di cittadinanza che comunque non faccia venir meno i controlli". È quanto affermato alla Camera da Italo Bocchino. "Avviamo la discussione per poi sedimentarne i contenuti per riprenderla dopo le elezioni regionali, quando sarà più facile trovare convergenze su temi come questo".

Cicchitto: forzatura su questione non matura "La questione della cittadinanza è stata portata in aula per una forzatura politica non essendo ancora maturata in Commissione, ma non avendo neanche una reale priorità rispetto allo stesso problema dell’immigrazione. È un grave errore pensare di risolvere il problema dell’integrazione degli immigrati con la facile concessione della cittadinanza". Lo ha detto in aula Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, che ha aggiunto: "La grande maggioranza degli immigrati vuole ruotare, cioè vuole restare nel nostro Paese per un certo numero di anni, acquisire risparmi e diritti pensionistici e poi tornare nel proprio Paese d’origine. In secondo luogo la cittadinanza non serve per favorire l’integrazione, ma, al contrario, presuppone l’avvenuta integrazione e qualcosa in più".