Clima, l'Unione europea rivede gli obiettivi post-Kyoto. Esulta l'Italia

L'Unione europea dice addio al nuovo protocollo post-Kyoto. La decisione è stata presa in vista della conferenza sul clima di Cancun a dicembre. Esulta l'Italia: ««È passata la nostra linea», ha detto il premier Silvio Berlusconi.

L'Unione europea dice addio al nuovo protocollo post-Kyoto. In vista della conferenza sul clima di Cancun a dicembre, la Ue ha infatti deciso di compiere un «passo intermedio», che non prevede la creazione di un nuovo testo che vincola gli Stati a ridurre le emissioni ma ribadisce solo la necessità di studiare un nuovo accordo in futuro. Esulta l'Italia: «È passata la nostra linea», ha detto il premier Silvio Berlusconi.
«È importante che la conferenza di Cancun segni un passo intermedio, sulla base del protocollo di Kyoto e che apra la strada a un nuovo accordo globale vincolante», si legge nelle conclusioni adottate dai leader europei oggi. In pratica, la Ue cercherà di assicurarsi che Kyoto - unico accordo internazionale sul clima che vincola gli Stati, ad esclusione di Usa e Cina - sia prolungato, considerato che scade nel 2012. Ma non punterà i piedi per avere una nuova intesa che aumenti gli obiettivi di riduzione dei gas serra. Una posizione che alla conferenza di Copenaghen dovette abbandonare per l'opposizione di Usa e Cina che continuano a non volersi vincolare ad alcun testo. Sulla lotta ai cambiamenti climatici «è passato il mio concetto», ha detto Berlusconi al termine del Consiglio europeo dove si è trovato un accordo sul fatto che i Paesi dell'Ue devono impegnarsi a tagliare le emissioni solo «assieme a tutti gli altri Paesi della comunità internazionale», a cominciare da Usa e Cina. Soddisfatto anche il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo: «Di fronte ad alcuni Paesi che, in vista della prossima conferenza a Cancun, volevano vincolare l'Europa su un nuovo protocollo di Kyoto - ha detto Prestigiacomo - è prevalsa la linea italiana che collega eventuali futuri impegni europei a un accordo globale e vincolante sul clima. È una impostazione pragmatica che evita fughe in avanti come in passato». «Finchè gli americani non si muoveranno, nemmeno gli altri grandi inquinatori faranno passi», ha detto il commissario Ue al Clima, Connie Hedegaard. E qualche giorno fa anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon, ha ribassato le aspettative su Cancun, rivelando che non vi sarà la conclusione di alcun nuovo accordo. «Dobbiamo concentrarci su ciò che è realistico ottenere», ha detto oggi il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso. Ma questo non significa che l'Unione europea, leader della battaglia per la riduzione dei gas serra a livello mondiale, mollerà la sua lotta per ridurre le emissioni oltre il 20% entro il 2020, obiettivo che già una volta ha dovuto abbandonare. «Mentre lavora ad un accordo internazionale, la Ue svilupperà un approccio diversificato con i partner principali in aree di comune interesse, che li aiuti a ridurre le loro emissioni e continuerà ad esaminare l'opzione di andare oltre il 20% di riduzione delle emissioni», si legge nelle conclusioni del vertice Ue.