Clima: dopo lo scontro accordo sull'effetto serra

Approvato il secondo capitolo del documento Onu sui mutamenti ambientali. Superate le resistenze di Usa, Cina e Arabia Saudita. "Previsioni devastanti per l'economia e l'uomo". A rischio il 30% delle specie animali e vegetali

Bruxelles - Bisogna agire ora per cercare di ridurre i danni provocati dal surriscaldamento della superficie terrestre. È l'appello che gli esperti dell'Onu sul clima lanciano a tutti i governi del mondo. "Adattarsi ai cambiamenti climatici in corso - è stato spiegato nel corso della conferenza stampa in cui è stato presentato il rapporto sul clima - è necessario ora, perchè già dobbiamo fronteggiare impatti negativi dovuti ai gas emessi nel passato e che generano l'effetto serra. Mitigare queste emissioni può ridurre, ritardare o evitare questi impatti negativi".

Gravi danni alla salute Il cambiamento climatico causato dall'emissione di gas serra danneggia soprattutto la salute e i governi del mondo devono pianificare misure di sanità pubblica per aiutare i cittadini a fronteggiare le nuove minacce. È il monito lanciato dall'ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione della pubblicazione a Bruxelles del rapporto dell'Ipcc, il panel intergovernativo sul cambiamento climatico. Il rapporto, spiega una nota dell'Oms, "fornisce uno stato sul cambiamento climatico e attesta che l'impatto sulla salute umana è uno degli effetti più importanti". Già oggi, secondo gli esperti dell'agenzia dell'Onu per la Salute, sperimentiamo su scala minore quello che accadrà in futuro e un primo esempio sono i 35 mila morti causati dall'ondata di calore dell'estate del 2003.

Cento milioni di persone a rischio Cento milioni di persone che vivono ad una altitudine di meno di un metro sopra il livello del mare, perderanno le loro case, a causa dell'innalzamento dei livelli dei mari, ammonisce il Wwf, l'India e la Cina saranno colpite da devastanti carestie e milioni di persone non avranno accesso all'acqua potabile.

Estinzione 20-30% specie vegetali e animali Con un aumento della temperatura media globale oltre 1,5-2,5 gradi rispetto a quella di questi anni si avrà un maggiore rischio di estinzione per circa 20-30% delle specie vegetali ed animali. In Australia e Nuova Zelanda le proiezioni climatiche stimano una forte perdita di biodiversità entro il 2020.

Rischi per il futuro La salute dell'umanità sarà messa a rischio dall'aumento della malnutrizione e dei relativi rischi di malattie infettive e respiratorie, dalle malattie e dagli incidenti causati da eventi climatici estremi, come alluvioni, siccità e ondate di calore, l'aumento delle malattie diarroiche legate al cibo e all'acqua, l'impennata della frequenza delle malattie cardiorespiratorie causate da un'alta concentrazione di ozono sulla superficie terrestre e il cambiamento di distribuzione geografica di alcune piante e delle relative malattie. In questo scenario secondo l'Oms, "di grande importanza saranno i fattori che influenzano l'impatto del cambiamento climatico sulla salute delle popolazioni come l'educazione, l'accesso alle cure, le infrastrutture di sanità pubblica e lo sviluppo economico".

Sostegno alla linea europea Il rapporto dell'Ipcc sugli effetti del cambiamento climatico rappresenta "un ulteriore sostegno" all'obiettivo individuato dall'Unione europea di limitare l'aumento della temperatura globale a 2 gradi al di sopra della temperature pre-industriali. È quanto ha affermato il commissario Ue all'Ambiente Stavros Dimas, secondo il quale il rapporto approvato oggi "indica con grande chiarezza gli effetti gravi che il cambiamento climatico avrà su tutti noi". "Questo sottolinea nuovamente l'urgenza di raggiungere un accordo globale per ridurre le emissioni di gas serra e l' importanza per tutti noi di adattarci ai cambiamenti che sono già in atto", ha osservato il commissario Ue.